GLI ONOREVOLI TRADITORI

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parlamento

Tradire è sempre da infami. Tradire mettendo a rischio il governo del paese in un momento di grave emergenza, è folle. Eppure niente e nessuno sembra fermare l’esodo degli onorevoli traditori. Davvero irresponsabili. Tra loro spiccano quelli in fuga dal Movimento 5 Stelle.
In un momento drammatico come questo hanno il coraggio di tradire i cittadini che li hanno votati, tradire un Movimento che gli ha offerto l’opportunità di arrivare in parlamento, tradire colleghi e attivisti con cui collaborano da anni, tradire i valori a cui dicevano di credere.
Davvero sfacciati. Avessero almeno la dignità di tenere la bocca chiusa. Ed invece i traditori seguono tutti lo stesso imbarazzante copione. Starnazzano di chissà quali divergenze politiche ed invece di assumersi la responsabilità del loro ignobile gesto, la scaricano sulla comunità politica in cui militavano fino al giorno prima.
Il loro è un disperato quanto inutile tentativo di mettersi a posto la coscienza. Un lusso che i traditori non si possono permettere. Tradire è sempre da infami ma farlo in un Movimento che nasce per sconfiggere certe schifezze lo è ancora di più.
Tutti a strisciare verso lo stipendio pieno, verso il terzo mandato e magari pure verso qualche sprazzo di sole. Schifezze a cui la democrazia italiana non riesce a rimediare. Eppure basterebbe poco. Se cambi idea, se non ti va più bene la linea del tuo partito, raccogli i tuoi stracci e te ne torni a casa tua. Punto e a capo.
Perché è inaccettabile che i voti dei cittadini vengano traditi e magari svenduti ad altri partiti con idee opposte. Il tradimento dei parlamentari scippa i cittadini del loro voto minando alle fondamenta il gioco democratico. La sua credibilità, il suo senso.
Il Movimento ci ha perlomeno provato a prevenire i traditori, ma rinnovare la politica italiana si sta rivelando un’impresa davvero titanica. Questo perché piaghe come il trasformismo sono la conseguenza dell’ego di chi fa politica. Della brama di protagonismo, del cinismo, dell’arrivismo.
Si tratta di un problema culturale prima ancora che politico. Un problema che necessiterebbe di una regolamentazione severa per venire debellato. In modo da scacciare dal parlamento gli onorevoli traditori all’istante e in qualunque parte dell’emiciclo siedano. E così siamo alle solite.
Manciate di traditori che mettono a rischio il governo in un momento drammatico come questo. Davvero inaccettabile. L’unica consolazione è che se si tornasse al voto gli onorevoli traditori sparirebbero dalla circolazione. Perché è questo il loro destino. Qualche ora di misera gloria e poi l’oblio.
Nessuno si ricorderà di loro se non in qualità di traditori tra i tanti. Traditori dei cittadini, della propria comunità politica ma anche di se stessi. Anche se questo lo capiranno solo in seguito, quando calerà il sipario sulla loro penosa parabola politica e si guarderanno indietro e magari pure dentro. Solo allora capiranno che mettersi a posto la coscienza è un lusso che i traditori non si possono permettere.  Tommaso Merlo

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