GUARDATE LO SPORT SENZA IL VOLUME

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Abbassate il volume, per favore, anzi azzeratelo. Provateci. Gustatevi il grande sport senza questo rumore di fondo, fastidioso, senza questi abortiti tentativi di telecronaca che altro non sono che grida e reazioni viscerali di tifosi che un tempo si chiamavano giornalisti.

Guardate il Mondiale di calcio, il più brutto, ipertrofico e schiavo del denaro della storia, ma pur sempre il Mondiale, senza il commento. Magari fatevelo da voi, con i vostri figli. Vi risparmierete gli urli strozzati di un ex onesto difensore che adesso si sente il Prescelto, ha paragonato con blasfemia Messi a Maradona e chiama i giocatori per nome, Lionel, Lauti, il Dibu, Nico. Lamine, Kilyan, come se ci avesse giocato a rubamazzo fino a poche ore prima.

L’avesse fatto Martellini, con quella voce piana, precisa, senza inflessioni, la Rai l’avrebbe crocifisso in sala mensa. O Pizzul, la cui iperbole era il “problema di girarsi”. O Ciotti, che per dirci che non c’era una bava di vento diceva “ventilazione inapprezzabile”. Oggi ci sono i braccetti, la riaggressione, la catena di destra. Devoto e Oli si rivoltano nella tomba. E ogni tiro in porta un grido che sveglia tutti i cani del vicinato.

Se passate al tennis, azzerate il volume e sognate l’eleganza di Oddo e l’irruente simpatia di Bisteccone Galeazzi, o il doppiopetto di Alfredo Pigna. Te lo spiegavano, il gioco, con poche frasi asciutte e poi lunghe pause in cui tu, spettatore, ti godevi il “pof” della pallina sulla racchetta.

Oggi no, oggi i giocatori si nominano per vezzeggiativo; Matteo, Berretto, Cobbo, Sonny, Jannik, Carlitos. Guarda che inside out, prima al corpo (al corpo??) schiaffo al volo, drop shot, mamma mamma cosa ho visto, urletti, gridolini, Vagnozzi inquadrato più volte di Mattarella alla festa della Repubblica, oh guarda, nel box c’è anche Laila. Bulimia del nulla.

Abbassate il volume, godetevi lo sport senza il telecronachese, sconfitta della lingua italiana e affronto a chi, lo sport, lo sapeva raccontare senza straziarsi le corde vocali. Senza volume, questo volume, le emozioni torneranno

Giorgio Billeri