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Guerini: “Grande impegno italiano in Afghanistan. Su Sahel e Russia…”

Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, ha parlato ai microfoni di 24 mattino

“E’ stato un grande impegno per la difesa italiana in Afghanistan, 20 anni di impegno Nato. L’Italia ha fatto molto, abbiamo avuti 53 vittime e oltre 700 feriti, dobbiamo fare in modo che i risultati ottenuti non siano vanificati. Abbiamo raggiunto risultati importanti in Afghanistan, certo la situazione ci preoccupa, la comunità internazionale deve mantenere alto il focus sull’Afghanistan da un punto di vista della cooperazione e del sostegno. E’ fondamentale l’evoluzione del processo di pace introafghano, ogni primavera c’è sempre stata un’offensiva talebana, il controllo del territorio ha sempre visto un vantaggio delle forze di pace.

La pianificazione del ritiro dall’Afghanistan è in fase avanzata, lo completeremo in tempi molto brevi, si concluderà nei prossimi giorni. La frontiera dell’Europa passa dal Sahel, li c’è uno spazio per costruire forme di cooperazione economiche, politiche, civili. Lo facciamo con un confronto con la Francia come anche per la Libia. L’Europa se vuole essere più forte, deve giocare un ruolo importante nel Sahel, noi siamo li, siamo nel Niger, partecipiamo alla task force nel Mali, il nostro ruolo si sta profilando come importante, una presenza forte in Africa. Il tema non è combattere il fenomeno migratorio, il tema è combattere la tratta di essere umani.

L’Europa sta modificando in parte la sua politica su questo contesto. Siamo dentro uno scenario geopolitico profondamente in evoluzione, cambiato anche dalla pandemia che è stata acceleratore di determinati contesti. La Cina è attore globale che ci interroga da diversi punti di vista per un confronto positivo. Con Cina necessario anche un confronto su sicurezza, dentro l’alleanza atlantica faremo tutto il lavoro necessario. Russia? C’è forte tensione su determinate dinamiche realizzate da Mosca, dialogo ma fermezza nel rispetto dei principi. Alleanze sono uno strumento e non un fine, nel dibattito interno al PD io non ho mai negato la necessità di un confronto con il Movimento 5 Stelle, nonostante le difficoltà che questo comporti. Mi pareva che nel PD ad un certo punto tutto si risolvesse con l’alleanza con i 5 Stelle.

Io invece penso che il PD debba rafforzare il suo profilo identitario, Letta sta lavorando a questo profilo su alcune battaglie molto forti. PD deve essere forte nel sostegno all’agenda del governo Draghi, io credo che l’agenda Draghi e quella del PD hanno parole d’ordine coincidenti. Il lavoro del governo Draghi, per l’ambizione del PNRR, ha bisogno della figura autorevole del Presidente del Consiglio”.

giornalista per un giorno

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