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I FABBRICATORI DI SCHIAVI

Vivono del consenso degli schiavi stessi …
se una massa informe di ricattati dice sì a tutto, anche alle menzogne che la umiliano e la massacrano…
è giusto che questa miserevole massa indecorosa e vigliacca venga sfruttata e poi eliminata.

Il copia-incolla del modello tedesco ci trasformerà in pezzenti
Sono anni che ci sentiamo ripetere che la Germania è stata brava nel portare avanti le riforme.

Vediamo in cosa consistono e quanti danni hanno provocato al popolo europeo.

Da circa venti anni lo stato tedesco porta avanti le politiche di flessibilizzazione e di precarizzazione del mercato del lavoro con tagli fortissimi allo Stato sociale.

Fu Gerhard Schröder,Cancelliere della Germania dal 1998 al 2005 e politico del Partito Socialdemocratico di Germania, che fra il 2000 e il 2005 introdusse gran parte delle leggi all’origine del “pieno impiego precario” trasformando lavoratori inattivi e disoccupati nell’esercito impressionante dei “working poors” o lavoratori poveri.

Nel gennaio 2003 furono introdotti i contratti chiamati “mini job” attraverso la famosa legge HARTZ II la quale sollevando i datori di lavoro dalle contribuzioni sociali e non garantendo agli assunti né la copertura per la disoccupazione né la pensione legalizzava una sorta di lavoro nero.

Un anno dopo la legge HARTZ III impone la ristrutturazione per le agenzie nazionali e federali per l’impiego. L’obiettivo? Intensificare il controllo dei comportamenti e dunque della vita dei lavoratori poveri.

Ecco che nel 2005 ancora una volta la sinistra tedesca vota a favore della legge HARTZ IV riducendo la durata delle indennità da tre anni a un anno irrigidendo le condizioni di accesso e obbligo di accettare qualunque lavoro proposto e salutando in finale l’indennità di disoccupazione sostituita da una sorta di reddito di solidarietà (374 euro).

Naturalmente chi rifiuta di accettare lavori sotto-qualificati vede la riduzione delle indennità versate ai disoccupati e chi accetta si confronta con una remunerazione di anche 1 euro l’ora – la cosiddetta addizionale al sussidio-disoccupazione -.
Ma la ciliegina sulla torta arriva con la possibilità di ridurre gli indennizzi di disoccupazione per coloro che hanno dei risparmi.

Neppure l’alloggio è più sicuro poiché se considerato fuori dallo standard statale verso l’assistito può essere oggetto di trasferimento.

Le cifre:
Circa 7 milioni sono stimati i beneficiari dell’HARTZ IV
I pensionati stimati costretti a consolidare le loro pensioni con i mini-job sono circa un milione.

Il part-time riguarda il 25% della popolazione
Ecco il miracolo tedesco!
Una proliferazione crudele e selvaggia della precarietà: sotto-impieghi e sotto-salari.

Viene così razionalizzata la povertà in un mercato del lavoro di poveracci che spingono anche i più fortunati nell’inferno che porta il nome di Agenda 2010 (un programma micidiale che ha ridotto l’aspettativa di vita per le persone a basso reddito.
Il primo paese a importare dagli Stati Uniti il famigerato “progresso liberista” è dunque la Germania.

La povertà è divenuta finalmente una variabile strategica della flessibilità del mercato del lavoro dietro al ricatto del debito e ciò possiamo riscontrarlo anche in Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Francia.

La logica statutaria e istituzionale della regolamentazione del lavoro è passata così dai “diritti uguali per tutti” a una logica contrattuale e discrezionale (occorre firmare un contratto preventivo che legittima in sintesi l’esercizio del potere).

Hanno già il controllo
Vogliono il plebiscito
È una legge spirituale che lo chiede altrimenti non potranno mai farci davvero soccombere

Stralci di ricerca sul “lavoro liquido” da: “Dietro il ricatto del debito” di Anna R. Rossi 2017

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