Ict: Callari, senza regole intelligenza artificiale genera ingiustizie

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Trieste  – “A breve, nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonomie, inizieremo a lavorare all’introduzione del difensore civico per l’etica nell’intelligenza artificiale per scongiurare il rischio, per i cittadini, di un aumento di discriminazioni e disuguaglianze”.

Ad annunciarlo è stato oggi Sebastiano Callari, assessore del Friuli Venezia Giulia ai Sistemi informativi e coordinatore della Commissione Agenda Digitale della Conferenza delle Regioni, intervenuto oggi in video conferenza all’evento ‘Intelligenza artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali’, organizzato dalla Facoltà di Scienze della comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.

“Le amministrazioni regionali, che sono realtà vicine ai territori, non possono permettere che l’assenza di regole in questo settore finisca per danneggiare i cittadini. Da tempo – ha ricordato Callari – si registrano casi di discriminazioni che colpiscono donne, persone di colore o appartenenti a fasce sociali più deboli nell’erogazione di prestiti bancari, nella stipula di polizze assicurative e nelle progressioni di carriera. Tutti fenomeni da contrastare, causati dal fatto che le intelligenze artificiali vengono alimentate da dati storici e da esperienze pregresse”.

“Se non interveniamo con regolamentazioni di respiro nazionale e sovranazionale – ha aggiunto l’assessore ai Sistemi informativi – le donne continueranno a essere pagate di meno degli uomini, assicurare una vettura sarà sempre più costoso in alcuni centri del Sud Italia rispetto a quelli del Nord o, come accaduto recentemente in Gran Bretagna, gli studenti saranno penalizzati sulla base della tipologia di scuola frequentata”.

“Questo è un tema fondamentale che va affrontato con urgenza, prima di affidare le nostre vite alle macchine. L’IA può essere certamente molto utile per creare valore economico e sviluppo ma per fare questo è imprescindibile una regia umana, un controllo pubblico, in grado di governare il sistema – ha rimarcato Callari -. Per questo le Regioni devono iniziare a occuparsi dei temi etici che sottendono questa rivoluzione di carattere planetario””.

“Intanto – ha proposto il coordinatore della Commissione Agenda digitale – si può subito mettere in campo qualche forma di controllo sugli algoritmi e sulle applicazioni che si basano sui dati delle regioni e del sistema della pubblica amministrazione territoriale anche attraverso una piccola struttura, una sorta di ‘presidio minimo’, in grado di effettuare le corrette verifiche sia nella fase dell’impostazione dell’algoritmo che in quella successiva della sua realizzazione e applicazione”.

“”Il difensore civico attivo in ogni Regione potrà, infatti, essere interpellato ogni qualvolta le pubbliche amministrazioni o i privati si trovino a fare – ha detto Callari in conclusione – un utilizzo distorto di algoritmi e motori di ricerca che sfruttano l’intelligenza artificiale”.

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