l problema nasce quando ogni anticiclone estivo viene raccontato come “fiammata africana”.
La meteorologia serve proprio a distinguere, non a usare sempre la stessa etichetta. C’è il subtropicale marittimo, più vicino all’Anticiclone delle Azzorre, spesso con caldo più moderato e atmosfera più mobile e c’è il subtropicale continentale, quello delle risalite più calde, molto afose, quando la configurazione richiama aria dal Sahara o dalla zona subsahariana.
Sembrano dettagli ma in realtà sono la differenza tra una normale fase estiva e un’ondata di caldo strutturata.
Chiamare tutto “Africa” non è divulgazione è pigrizia comunicativa e quando diventa sistematico, il confine con il clickbait si fa molto sottile.



