Il monito del Presidente della Repubblica d’Albania: “L’esercizio della Memoria deve diventare un insegnamento per il futuro”

(Fonte: agenzia Ata) Il Capo dello Stato, Onorevole Bajram Begaj, ha reso omaggio alle vittime dell’internamento del regime comunista a Lushnja, Albania del Sud, da dove ha lanciato un “appello affinché la Memoria venga preservata e diventi un insegnamento per le generazioni future. Sono onorato di avere deposto una corona di fiori al Memoriale della Persecuzione politica e di avere potuto visitare le baracche del campo di Saver, uno dei più grandi e tragici luoghi di concentramento del Paese”.

Alla presenza di ex internati e perseguitati politici, familiari delle Vittime dell’internamento, ricercatori e scrittori, l’onorevole Begaj ha affermato che “la Memoria è un obbligo per la società albanese, in quanto testimonia la resilienza e la dignità degli uomini e delle donne che hanno sfidato il regime e affrontato le assurde ingiustizie del sistema. Ciò che ci unisce oggi non è solo un ricordo nostalgico del passato; è, soprattutto, un obbligo verso il presente e una responsabilità verso il futuro, verso i nostri figli e le generazioni a venire, per non dimenticare”.

Descrivendo il campo di internamento come “il luogo che custodisce i ricordi più pesanti e vergognosi della Storia moderna”, il Presidente Begaj ha espresso “rispetto per gli ex perseguitati politici che persero opportunità, libertà e proprietà, ma che conservarono l’elemento più essenziale: la Dignità. Oltre a commemorare le madri, i padri, le donne e i bambini che hanno subito l’internamento, voglio tributare un ringraziamento speciale a coloro che oggi ne mantengono vivo il ricordo. Auspico un’azione e una cooperazione tra le Istituzioni per la completa documentazione delle storie e la tutela dei luoghi di sofferenza delle Persone precedentemente perseguitate, al fine di educare le nuove generazioni in senso civico, sociale e umanitario”.
“Il tempo vola, non aspetta. I testimoni diminuiscono, le tracce fisiche si deteriorano e la Memoria diretta diventa sempre più fragile. Perciò dobbiamo agire: raccogliere testimonianze, conservare fotografie, digitalizzare documenti, segnalare e proteggere i luoghi di sofferenza e rendere questa Storia parte della formazione delle nuove generazioni. La Memoria ha bisogno non solo di anniversari, ma di Istituzioni che la preservino ogni giorno – ha concluso Begaj – Il modo in cui preserviamo la Memoria oggi dimostrerà che tipo di Albania vogliamo lasciare alle generazioni future: una Nazione giusta, democratica, europea, ma soprattutto umana e che non dimentica”.
Il Sindaco di Lushnja, onorevole Eriselda Sefa, e la responsabile dell’Autorità per l’informazione sui documenti dell’ex Sicurezza di Stato, Gentiana Sula, hanno preso parte alle cerimonie commemorative.










