Negli Stati Uniti, l’anno scorso, sono state chiuse quindicimila fattorie, e gli agricoltori in bancarotta sono aumentati del 70% da inizio anno. Proteste degli agricoltori si sono avute soprattutto nei confronti dell’Ue, ma anche dei governi di vari paesi, fra cui Italia, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Polonia.
Per quello che riguarda l’Italia, qualcuno ricorderà, forse, le rivolte degli agricoltori iniziate dall’associazione Riscatto Agricolo: blocco del Grande raccordo anulare con 200 trattori, del 9 febbraio 2024; il 19 febbraio, dello stesso anno, i trattori hanno occupato buona parte di Roma e hanno completamente bloccato via Nomentana.
È abbastanza incredibile questa insensibilità dei governi e degli uomini politici nei confronti dell’agricoltura, un settore sottopagato e soprattutto sottostimato buono per un bracciantato servile dove detta legge il ‘caporalato’ e i braccianti sono considerati meno di niente.
Prima della Rivoluzione Industriale i contadini costituivano la maggioranza della popolazione, insieme agli artigiani. In Francia su 28 milioni di abitanti circa 24-25 milioni erano contadini. E si capisce facilmente il perché, il cibo ci viene dalla terra e non dalle macchine. I Romani, quando conquistavano qualche provincia, chiedevano un ritorno in tasse e le tasse erano una certa quantità di frumento. In una scala che ho pubblicato ne La ragione aveva torto? i contadini risultano al primo posto non solo per il numero, ma per la loro importanza.
Il cemento non si può mangiare e con la progressiva urbanizzazione si sono ridotti al minimo gli spazi agricoli e questo anche in zone come la mitica Padania di Bossi, che ha il vantaggio di essere una pianura (in montagna, come è ovvio, la coltivazione è molto più difficile) e di essere bagnata da fiumi importanti come il Po e il Ticino.
Se viaggiavate un tempo sulla direttrice Milano-Genova vedevate covoni coltivati a regola d’arte, di una perfetta forma ovoidale. L’aumento dell’urbanizzazione ha poi altri riflessi negativi molto attuali, visto il caldo torrido di questo giugno, e che a luglio non sarà certamente meglio: la terra assorbe i raggi del sole, cosa che il cemento non fa, anzi li ributta verso l’alto, per cui si sono registrate al suolo temperature di oltre 60 gradi.
Come mai oggi rigagnoli ridicoli come il Seveso e il Lambro possono ‘esondare’ (una volta si diceva ‘straripare’) a loro piacimento? Perché non trovano più una terra lavorata come si deve che li possa frenare.
C’è poi un discorso che riguarda i tombini. Un tempo a sturare un tombino c’era lo spazzino, oggi lo stesso lavoro lo fanno le macchine, ma le macchine non riescono ad andare in profondità come l’onesto e disprezzato spazzino. Ecco perché basta una pioggerella da niente, non un grande temporale che sarebbe così utile in questi tempi di calura e di afa, perché Milano si allaghi.
Insomma, il discorso è sempre lo stesso, si parli di agricoltura o di altro bisogna affidarsi agli uomini e non tantomeno, in prospettiva, all’Intelligenza Artificiale.
Massimo Fini



