IL MAXIPROCESSO ALLA ‘NDRANGHETA

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processo

Il 13 gennaio, nell’aula bunker di Lamezia Terme, è iniziato, nel silenzio pressoché assoluto dei media nazionali, il maxi processo alla ‘Ndrangheta, la più grande operazione contro il crimine organizzato dopo il maxiprocesso di Palermo che è costato la vita a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il processo ‘Rinascita Scott’, nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri contro le cosche del vibonese facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi, vede alla sbarra col rito ordinario 325 imputati. Nell’operazione del dicembre 2019 vennero arrestate oltre 330 persone – tra questi anche politici e imprenditori – accusate a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Dopo che nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Catanzaro aveva accolto la richiesta della Dda di ricusazione del giudice Tiziana Macrì, ritenuta incompatibile a giudicare, gli altri due giudici del collegio si sono astenuti. Quindi, di fatto, il processo non è ancora ufficialmente aperto. Da segnalare la decisione del Tribunale di Vibo Valentia che ha vietato le riprese video. Una decisione fortemente criticata dall’Unci (Unione Nazionale Cronisti Italiani), dai sindacati, e dall’Ordine nazionale dei giornalisti. Certo, un servizio con immagini di repertorio però si poteva anche realizzare… Voglio esprimere la mi personale stima e vicinanza, come quella di tutto il Movimento 5 Stelle, al procuratore Nicola Gratteri, un grande e coraggioso uomo che con abnegazione e coraggio sta sfidando la ‘Ndrangheta. Le mafie sono uno dei peggiori mali del paese, forse peggiore del covid perché il covid passerà mentre la mafia è radicata nel tessuto socio-economico e purtroppo anche politico. Purtroppo se continua a prosperare è anche grazie alle connivenze e al sostegno, volontario e/o involontario, che, con i comportamenti e con la connivenza, a vario titolo, una larga parte della popolazione continua a dare a queste associazioni.

Mauro Coltorti

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