Il Piano casa non c’è? Pazienza, le poltrone sono tutte già pronte

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Il Piano casa non c’è. Esiste solo sulla carta, ma le poltrone sono state già preparate da Matteo Salvini, nelle vesti di ministro delle Infrastrutture

Incarichi confezionati con un costo che sfiora i 5 milioni di euro solo nel primo biennio. E la stima è prudenziale, perché bisogna attendere i decreti attuativi.

Peraltro il progetto, nelle intenzioni di Giorgia Meloni, ha una durata decennale: nella speranza di portare a compimento il piano, l’esborso, solo per i commissari, potrebbe essere di (almeno) 25 milioni.

La premier ha parlato di 10 miliardi di euro e centinaia di migliaia di alloggi. Ma questo riguarda il futuro. Il presente è il provvedimento, approvato dal governo, che prevede stanziamenti incerti per risolvere l’emergenza abitativa in Italia.
Commissario ricognizione

La certezza è che Palazzo Chigi ha fatto ricorso allo strumento prediletto, ossia la moltiplicazione di incarichi e poteri attraverso l’istituzione di commissari straordinari.

Una specialità della casa, dalle carceri allo sport. Proprio nelle ultime ore alla Camera è stato approvato il decreto Commissari, provvedimento ad hoc, per cristallizzare le posizioni su varie opere, e per indicare il commissario sugli stadi. Il Piano casa raddoppia.

Prevede infatti la figura due commissari. Il primo «per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi», indicato dal ministro delle Infrastrutture Salvini, e formalmente nominato dalla presidenza del Consiglio.

Il compenso sarà determinato da un decreto ad hoc. I super poteri sono stati già messi nero su bianco.

Stefano Iannaccone