New York, Metropolitan Museum of Art – età augustea, 27 a.C.–14 / Rodi, Grecia Un ragazzo a grandezza naturale, in bronzo. La mano destra alzata con un gesto articolato e preciso — retorico, quasi — la sinistra che trattiene un himation, il mantello greco. Non una toga romana: una scelta che racconta già tutto su questo personaggio e sul luogo in cui si trovava.
La statua fu rinvenuta a Rodi, isola del Mediterraneo orientale famosa per le scuole di filosofia e retorica in cui i giovani aristocratici romani venivano mandati a studiare. L’identità del ragazzo rimane incerta: potrebbe essere Gaio Giulio Cesare, nipote di Augusto designato alla successione imperiale, morto a ventiquattro anni prima di poter regnare.
O il figlio di un alto funzionario romano in servizio a Rodi. O un rampollo di una ricca famiglia greca. Quello che è certo è che un ritratto in bronzo a grandezza naturale di un bambino era, nel mondo antico, un oggetto straordinariamente raro e costoso — un segno di amore e di potere insieme.
𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼
Nell’età augustea, Rodi era un centro di cultura greca pienamente integrato nell’orbita romana. Lo stesso Augusto vi aveva soggiornato durante il periodo di esilio politico.
Il ragazzo porta il mantello greco al posto della toga romana: un dettaglio che potrebbe indicare origine greca, o semplicemente che non aveva ancora raggiunto l’età in cui il giovane romano indossava la toga virile — intorno ai quindici anni.



