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Io lo so, lo so bene

C’è una porta nel cuore di chi si occupa delle persone con disabilità, una soglia di sensibilità che purtroppo in tanti non comprendono e varcano con estrema superficialità, che non è aperta a tutti e nessuno ha il diritto di sfondarla. Si bussa, con gentilezza. E solo se ti fanno entrare allora sei davvero meritevole e puoi raccontare storie e volti che altrimenti nessuno è autorizzato a trattare.

Stamattina ho letto la storia di Sirio, un bimbo di 7 anni, nato prematuro e affetto da tetraparesi spastica. Era stato dato per morto, i medici avevano detto ai genitori che sarebbe rimasto in stato vegetativo e invece ora cammina con le sue gambe e va a scuola. Sui social, la mamma di Sirio ogni giorno racconta la loro battaglia, lanciando straordinari messaggi di speranza. Qui la pagina: https://t.co/yofaVoZJoY

Ieri Valentina ha pubblicato il video del trionfale ingresso a scuola del suo Sirio. Emozionante. Ha scritto «Nell’entrare a scuola completamente solo avevo, a rimbombarmi nella testa, una frase ascoltata sette anni fa: “il bambino non potrà mai fare movimenti volontari né prendere coscienza di sé».

Quel video, poco fa, Valentina l’ha visto su un quotidiano on line. Si è arrabbiata molto. Nessuno l’aveva avvisata. Nessuno aveva bussato a quella porta, quella porta che nessuno ha il diritto di sfondare. «Avete fatto arrabbiare Sirio molto molto» ha scritto su Twitter.

Poco fa Valentina ha scritto: “L’autore dell’articolo ci ha contattato solamente ora, con tutte le scuse del caso. Che il giornalismo si fa in un altro modo».

Bussate la prossima volta, con gentilezza. E se vi apriamo, vi raccontiamo le nostre storie più intime, più belle. Buona scuola Sirio, forza Valentina.

Davide Faraone

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