HomeattualitàIstat: tasso disoccupazione aprile al 10,7%

Istat: tasso disoccupazione aprile al 10,7%

Ad aprile 2021 il tasso di disoccupazione sale al 10,7% (+0,3 punti). Si tratta del livello più alto da ottobre 2018, quando era risultato pari al 10,8%.

Ad aprile 2020 il tasso dei senza lavoro era pari al 7,4%. Tra i giovani scende al 33,7% (-0,2 punti). Lo indica l’Istat nei dati provvisori sugli occupati e disoccupati. Ad aprile 2021, rispetto ad aprile dell’anno scorso, le persone in cerca di lavoro risultano in”forte crescita” pari a +870mila unità (+48,3%), a causa “dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria”. D’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-6,3%,pari a -932mila), che ad aprile 2020 avevano registrato, invece,un forte aumento.

Lo indica l’Istat, aggiungendo che ad aprile 2021, rispetto a marzo, si registra un lieve aumento degli occupati (+0,1%, pari a +20mila unità) e rispetto ad aprile 2020 un calo (-0,8%) pari a -177mila unità. 1 Pil: Istat ribalta stime, primo trimestre positivo a +0,1% Il primo trimestre del 2021 si chiuso in crescita per l’economia italiana. L’Istat ha ribaltatole prime stime del 30 aprile scorso, che indicavano un calo congiunturale dello 0,4%, calcolando per il perio do gennaio-marzo un aumento del Pil (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Rivista anche la stima sul primo trimestre 2020, a-0,8% rispetto al -1,4% comunicato ad aprile.

Rispetto al trimestre precedente,spiega l’Istat, i consumi finali nazionali hanno registrato una diminuzione dell’1%, mentre gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 3,7%. Le importazioni sono aumentate del 2,3% e le esportazioni sono scese dello 0,1%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,1 punti percentuali alla crescita del Pil: -0,7 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), -0,1 la spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP), +0,7 gli investimenti. La variazione delle scorte ha contributo positivamente per 0,8 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è stato negativo per 0,6 punti percentuali.

L’Istat ricorda infine che il primo trimestre del 2021 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2020. La variazione acquisita del Pil italiano per il 2021, quella che si otterrebbe se nei trimestri successivi al primo si registrasse una crescita nulla, è pari a+2,6%. Lo rende noto l’Istat in base alle stime sui primi tre mesi dell’anno, chiusi con un aumento del Prodotto interno lordo dello 0,1%.

 

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