Il fianco orientale dell’anticiclone tenderà a indebolirsi, i geopotenziali inizieranno a scendere e, con il calore accumulato al suolo, l’atmosfera diventerà più favorevole allo sviluppo di instabilità pomeridiana
Tra giovedì e venerdì aumenterà il rischio di rovesci e temporali anche intensi, soprattutto nelle zone interne, ma localmente in estensione anche verso aree pianeggianti e costiere.
Non sarà un peggioramento organizzato ovunque allo stesso modo, sarà più una fase da instabilità irregolare, con fenomeni anche forti dove riusciranno a svilupparsi le celle più strutturate.
A livello termico è atteso un lieve calo delle massime, in genere di 2-3 °C, si tratterà semplicemente di valori un po’ meno spinti rispetto al picco dell’ondata con temperature ancora sopra la media e massime spesso intorno ai 30-31 °C nelle zone non interessate da temporali.
La cosa più interessante, però, riguarda la natura della struttura anticiclonica. La componente subtropicale continentale, quella più calda e secca, dovrebbe progressivamente perdere importanza a favore di una componente più marittima subtropicale. In sostanza, l’anticiclone tenderà ad assomigliare sempre di più al classico Anticiclone delle Azzorre.
Nei primi giorni di giugno dovrebbe tornare a farsi vedere anche il flusso atlantico, guidato dalla Depressione d’Islanda, sull’Europa occidentale e centrale. Non è escluso che qualche ondulazione atlantica possa poi interessare anche l’Italia, almeno il Centro-Nord, nella prima decade di giugno.
Tendenza da confermare nei prossimi 2-3 giorni, ma il segnale è interessante, dopo il picco caldo, l’atmosfera potrebbe tornare gradualmente più dinamica e nei canoni della normalità.



