Il luogo è Petronelli Way, la strada dedicata ai suoi storici promoter, davanti alla palestra nella quale tutti insieme avevano creato il portento pugilistico del Massachusetts, l’unico a potersi appellare 𝘔𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘴𝘰.
Hagler era un bambino che, con la mamma, sfidava la fame e la povertà, in fuga dalla violenta Newark, pronto a tutto per alzare la testa dalla miseria.
Il suo esempio è importante perché è un uomo che non ha mai detto “a me non capiterà mai un colpo di fortuna”, dato che ha avuto la chance mondiale dopo ben cinquanta incontri da professionista e quella volta, spiace dirlo perché era opposto al nostro grande Antuofermo, gliela rubarono.
Quasi inutile dire che mi piacerebbe portare mio figlio, un giorno o l’altro, nella cittadina di Brockton, per una lunga passeggiata insieme.
Partiremmo dalla High School, imboccando Memorial Drive, in un’aiuola alla cui origine – davanti al campo d’atletica – vi è la statua installata fin dal 2012, a sessant’anni dal primo mondiale, di Rocky Marciano, l’imbattibile, l’imbattuto.
Attraverseremmo le zone residenziali, con le tante villette con giardino, fino a giungere nella downtown, con le case popolari, la palestra dei fratelli Petronelli e davanti, la statua di Hagler.
Allora, solo allora, direi al mio ultimogenito:
Ecco, figlio mio: se ti chiami 𝘔𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘴𝘰 di terzo nome, lo devi a quest’uomo straordinario.



