La conferenza dei vescovi italiani: favorire la presenza delle donne nei ruoli guida della Chiesa

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Nelle comunità cristiane serve una maggiore “corresponsabilità” tra sacerdoti e laici.
Si apre alla possibilità di nuovi ministeri battesimali affidabili a donne e uomini, alla guida in équipe e a una revisione delle commissioni episcopali con l’ingresso di non vescovi, trasformate in “Commissioni ecclesiali”.

Lo afferma la Cei – Conferenza Episcopale Italiana in un documento che fa proprie le indicazioni del Sinodo.

“Andrà ripensato il servizio di guida delle comunità cristiane, a fronte di forme di esercizio dell’autorità ancora monocratiche e clericali”, si legge nel testo, con la necessità di “garantire la presenza delle donne in ruoli di autorità e di guida”.

Tra le priorità individuate dalle linee di orientamento del Cammino sinodale vi è il tema della “corresponsabilità differenziata”, espressione con la quale la Cei richiama la partecipazione di tutto il popolo di Dio alla missione della Chiesa. Il documento “Radicati e costruiti in Cristo” dedica particolare attenzione alla presenza missionaria dei laici, agli organismi di partecipazione e all’attivazione dei ministeri battesimali.

L’obiettivo è favorire una Chiesa sempre più partecipativa, nella quale ciascun battezzato possa contribuire, secondo il proprio carisma e la propria vocazione, all’annuncio del Vangelo e alla costruzione della comunità ecclesiale. Secondo i vescovi italiani, il processo avviato dal Cammino sinodale richiede una trasformazione culturale prima ancora che organizzativa. Per questo si insiste sulla necessità di “avviare processi” capaci di produrre cambiamenti profondi e duraturi.

Recentemente una decisione che vede una donna “laica” in un ruolo chiave a capo del Dicastero per la Comunicazione per la Santa Sede è stata quella di nominare Maria Montserrat Alvarado, giornalista di EWTN nominata Prefetto al posto di Paolo Ruffini. Assumerà l’incarico dal 1 novembre prossimo.
Il documento

Nel documento si afferma che il rinnovamento ecclesiale richiede “tempo, pazienza, discernimento, conversione e perseveranza” e che non può essere ridotto a una semplice revisione delle strutture.

La finalità è quella di “favorire una presenza cristiana più viva nei contesti quotidiani”, valorizzando il contributo dei laici e rafforzando la dimensione missionaria delle comunità. Per la Cei, la corresponsabilità rappresenta una delle chiavi fondamentali per tradurre in pratica le indicazioni emerse dal percorso sinodale nazionale.

La Conferenza Episcopale Italiana affida al documento “Radicati e costruiti in Cristo” le linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia nel prossimo quinquennio.

Il testo, approvato dall’82esima Assemblea Generale, indica alcune priorità pastorali che dovranno accompagnare il percorso ecclesiale dei prossimi anni.

Nella presentazione si sottolinea che il documento nasce da una rilettura complessiva del percorso sinodale e si inserisce nel processo di recezione del Documento finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi.