La lezione dell’Iran all’Europa: meglio resistere agli Stati Uniti che piegare sempre la testa

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President Donald Trump, Germany's Chancellor Friedrich Merz, European Council President Antonio Costa and Italy's Prime Minister Giorgia Meloni attend a working lunch with leaders of G7 and the Middle East in Evian-les-Bains, France, Tuesday, June 16, 2026. (Christian Hartmann/Pool Photo via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

A questo punto, facciamoci attaccare anche noi dagli Stati Uniti, no?

Perché a giudicare dai quattordici punti dell’accordo di pace tra Washington e Teheran, il fantozziano leggerissimo sospetto che convenga essere nemici degli Usa anziché suoi alleati un po’ viene.

Mettiamo in fila i fatti: l’Iran ha ottenuto tutto in cambio di niente. Ha ottenuto il cessate il fuoco in Libano (Netanyahu permettendo), la titolarità sul canale di Hormuz, la fine delle sanzioni, lo sblocco dei capitali detenuti all’estero e pure i risarcimenti dei danni di guerra.

In cambio, la riapertura di un canale che prima della guerra americana era chiuso, e la promessa a non fare mai la bomba atomica, che l’Iran ha sempre fatto – semmai erano gli Usa e Israele che adesso cominciano a credergli.

A noi alleati europei, invece? Dazi e minacce di dazi, l’abbandono del fronte ucraino con conseguente aumento delle spese europeo allo sforzo bellico di Kiev, la richiesta di triplicare le spese militari.

Francesco Cancellato