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La sfida di far ripartire l’ascensore sociale è a mio parere il primo obiettivo che il centrosinistra deve porsi

Il nostro modello di uguaglianza deve rappresentare un’opportunità di riscatto per tutti, un modo per emancipare dal bisogno i più. Quello che invece sta accadendo in Italia è molto preoccupante perché va nella direzione opposta. Secondo un’inchiesta pubblicata oggi sulla Stampa c’è un vero e proprio boom di bambini poveri: 1 milione e 260 mila minori vivono nel nostro Paese sotto la soglia della povertà e 500 mila bambini devono rinunciare regolarmente a un pasto completo perché i loro genitori non possono permetterselo. Il rischio di esclusione sociale è del 30%, peggio di noi solo Grecia, Romania e Bulgaria. Tutto questo accade perché in Italia si è del tutto invertita, negli ultimi 50 anni, la proporzione nella spesa pubblica tra generazioni, a totale sfavore dei più giovani e della primissima infanzia. A 3 anni le differenze tra poveri e ricchi sono già cristallizzate; siamo diventati un Paese che ha perso la sfida col futuro. Abbiamo semplicemente scelto di vivere con gli occhi al passato. E’ ora di invertire subito il senso di marcia, a cominciare da queste proporzioni: vi pare normale che investiamo il 3,5% del Pil per l’istruzione, registrando il minimo storico, contro il 20% della spesa pubblica che va alla previdenza? Non deve essere una battaglia tra generazioni, però dobbiamo davvero occuparci di far crescere i minori fuori dalla povertà. Una volta la scuola rappresentava la possibilità di emanciparsi per tutti, bisogna che torni ad essere così. Partitodemocratico

giornalista per un giorno

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