LAV: NO AD UNA CEMENTIFICAZIONE INUTILE E IRREVERSIBILE! 

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RISERVA NATURALE DI MONTE MARIO: LAV INTERVIENE CON RICORSO AL TAR PER DIFENDERE IL PRATONE DI VIA TEULADA

ROMA – LAV è intervenuta nel giudizio promosso dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contro la deroga al Piano della Riserva naturale di Monte Mario. In questa causa, ora la sede romana della LAV supporta il Comitato Trionfalmente 17 e l’Associazione Insieme 17 APS, entrambi rappresentati in giudizio dall’Avv. Alessandro Di Paola.

Con il proprio intervento, LAV chiede l’accoglimento del ricorso e l’annullamento degli atti impugnati relativi al cosiddetto “Pratone di via Teulada“. La deroga, disposta con decreto del Presidente della Regione Lazio pubblicato nel maggio 2025, è finalizzata a consentire l’ampliamento della Città giudiziaria mediante la realizzazione, all’interno dell’area protetta, di un nuovo edificio destinato a uffici giudiziari.

Secondo le informazioni pubblicamente disponibili, il progetto prevede un mega fabbricato di otto piani che interessa un’area di circa due ettari della riserva. LAV sostiene che la costruzione comporterebbe conseguenze permanenti sul paesaggio, sulla continuità ecologica e sugli habitat delle specie animali e vegetali presenti nella Riserva.

Il Pratone non è uno spazio vuoto in attesa di edificazione, ma parte integrante dell’ecosistema di Monte Mario: un’area verde di grande valore ambientale e sociale, nonché l’ultimo grande prato rimasto nel quartiere Prati.

In un contesto urbano già fortemente edificato, esso contribuisce alla permeabilità del suolo, alla mitigazione delle temperature, alla qualità dell’aria e alla tutela della biodiversità, offrendo rifugio e nutrimento alla fauna selvatica.

“Le aree protette esistono proprio per sottrarre gli ecosistemi più fragili al progressivo consumo di suolo. Per questo abbiamo chiesto al TAR di accogliere il ricorso e di restituire piena efficacia alle norme di salvaguardia della Riserva naturale di Monte Mario – dichiara Anna L. Cavalli, responsabile sede LAV di Roma – Difendere il Pratone significa difendere un bene comune, la biodiversità urbana e il diritto delle generazioni presenti e future a vivere in una città meno cementificata. Chiediamo alle istituzioni di individuare soluzioni alternative e realmente sostenibili, preservando integralmente questa importante area verde di Roma”.

Per LAV la necessità di ampliare gli spazi e i servizi della Città giudiziaria non può in alcun modo giustificare la costruzione di un edificio così invasivo all’interno di un’area protetta. L’udienza di discussione risulta fissata per il 20 ottobre 2026.