Le royalties perdute

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disca

A conti fatti l’amministrazione di Cavallino, che secondo il TAR deve restituire le somme percepite dal 2010 in poi da ben 27 comuni dell’ex ATO1, dovrebbe restituire a Lecce qualcosa come un milione di euro, il beneficio d’inventario è d’obbligo perché non sono ancora noti tutti i dati. Il TAR nei giorni scorsi ha respinto il ricorso promosso dal Comune di Cavallino contro la decisione dell’AGER di annullare la quota delle royalties che andava a comporre la tariffa di conferimento. Il TAR ha ricordato che le voci che vanno a determinare la tariffa sono predeterminate in base alle leggi vigenti che non prevedono una “royalty” per il comune che è sede dell’impianto di smaltimento.
In pratica i leccesi che pagano la TARI hanno corrisposto per ogni tonnellata di rifiuto conferita 7,23 euro in più non dovuti e se consideriamo che dal 2010 Lecce ha conferito centinaia di migliaia di tonnellate il conto è presto fatto!
Mi chiedo visto che la sentenza del TAR è nota perché non è giunta notizia che sia stato chiesto al Comune di Cavallino, o a chi sia responsabile direttamente o corresponsabile, la restituzione delle somme indebitamente percepite? Perché non v’è notizia di un immediato decreto ingiuntivo? E se non l’abbiamo fatto cosa sta aspettando la giunta Salvemini a farlo? Quei soldi sono di tutti i cittadini leccesi che li hanno pagati in più e gli devono essere restituiti riducendo proporzionalmente la TARI fosse anche per soli 10 euro!
Mi auguro che non ci sia una volontà politica “regionale” dietro questo tentennamento soprattutto visto il fallimento della gestione del ciclo dei rifiuti da parte della giunta regionale e del governatore Emiliano che dovrebbe assumersene la responsabilità politica e che non si pensi di risanare le casse del comune di Cavallino andando a proporgli altre discariche che necessariamente si tramuteranno in altri veleni per il nostro martoriato territorio.

Arturo Baglivo
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