L’Italia affonda, il suo bilancio è perennemente in rosso (il Pnrrr è stata l’ultima assurda ancora di salvezza), i parassiti che vivono alle spalle di chi produce non diminuiscono mai di numero, anzi aumentano e la spesa pubblica aumenta e le tasse pure; ma non importa, il problema è un altro: la colpa è sempre e solo del cosiddetto “evasore totale”.
E via con gli spot ufficiali e le articolesse dei leccaculo di regime, alla Severgnini per intenderci, indispensabili per gli utili idioti di regime.
La notizia, cari lettori, è invece un’altra: chi vive in Italia non può essere un evasore totale! Ho già avuto modo di scriverlo, ma lo ribadisco con un esempio dell’amico Mauro Meneghini, purtroppo scomparso. -Oggi, farò 50 € di benzina, ma il 60% e passa sono tasse; -Al bar spenderò 5,40 di sigarette e 1,30 per il caffè, per i quali pagherò l’Iva; -A mezzodì mi fermerò a pranzare in una trattoria da camionisti e spenderò 15,00 euro, Iva compresa; -Rientrando a casa fra luce, acqua e gas le bollette saranno di 200 euro di cui solo la metà di energia, il resto di accise e tributi vari.
fine di una giornata così, insomma, io evasore totale, di 270 euro spesi ne avrò dati al fisco molto di più della metà! Non pagare l’Irpef (un’imposta diretta) non dà la stura per essere definiti evasori totali, dato che il paese dei pulcinella abbonda di tasse indirette, come da semplice esempio di cui sopra.
La principale è l’IVA che tassa, perlopiù, al 22% le nostre spese (con aumento previsto).
Quindi supponendo che una persona non risparmi nulla e spenda tutto il suo reddito questa persona sopporta già una pressione fiscale superiore al 20%.



