Il mondo della cultura, dell’ecologia e della gastronomia internazionale piange la scomparsa di Carlo Petrini.
Il fondatore di Slow Food si è spento nella tarda serata di ieri, giovedì 21 maggio, all’età di 76 anni, presso la sua abitazione a Bra, nel Cuneese. La notizia, che lascia un vuoto inestimabile nell’attivismo ambientale e agroalimentare globale, è stata resa nota attraverso un comunicato ufficiale dello stesso movimento da lui guidato e ispirato sin dal 1986.
Petrini non è stato soltanto un sociologo e un gastronomo, ma un vero e proprio rivoluzionario culturale. Con la nascita di Slow Food, ha scardinato i paradigmi del consumo moderno introducendo e difendendo strenuamente il concetto di un cibo che deve essere, prima di tutto, «buono, pulito e giusto per tutte e tutti». Una filosofia nata per promuovere il diritto al piacere che ha restituito dignità ai produttori locali e ha trasformato l’atto del nutrirsi in un profondo gesto etico, politico e sociale.



