HomeattualitàMalpezzi: “Sulla pelle delle persone le prove generali per il Quirinale”

Malpezzi: “Sulla pelle delle persone le prove generali per il Quirinale”

I renziani hanno indebolito il ddl Zan prima ancora del voto sulla “tagliola” nell`aula del Senato». Simona Malpezzi, la capogruppo del Pd, fa un bilancio

Malpezzi, dopo la sconfitta sulla legge contro l`omofobia, cosa farà il Pd?

«Dopo, si riparte. Non abbandoniamo la battaglia sui diritti».

Ma farete anche autocritica? Il muro contro muro con le destre è stata una strategia suicida?

«La strada intrapresa è stata l`unica possibile: la fermezza dell`inizio ci ha consentito di calendarizzare il testo Zan prima in commissione, dove era sepolto, poi di liberarlo dal numero di audizioni e quindi di portarlo finalmente in aula dove non sarebbe mai arrivato.

Non c`era da parte del centrodestra alcuna volontà di approvare una legge contro l`omotransfobia, tanto che si sono opposti a questi passaggi. Il Pd ha quindi aperto al confronto, ma è parso evidente che le destre non avrebbero mediato. Le immagini di esultanza sguaiata e scomposta, dopo il voto di mercoledì, hanno dimostrato che non avevano alcuna intenzione di dare al Paese una legge contro i crimini d`odio.

Del resto le parole del leghista Roberto Calderoli sono state una dichiarazione d`intenti anche pregressi. Ha detto: “Meglio chiuderla qui, perché da questo Parlamento uscirebbe solo una porcata”. Se questa era l`opinione tra le file del centrodestra, altro che mediazione!».

Non sarebbe stato meglio rinviare?

«Il rinvio non avrebbe portato a un diverso scenario. Tuttavia ci siamo detti disponibili anche al rinvio, se avessero tolto di mezzo la “tagliola”. Questo avrebbe dato a noi la garanzia di mediazione sul ddl Zan».

Ci sono stati almeno 16-17 franchi tiratori nel centrosinistra: chi ha tradito? Nessun franco tiratore tra le file dem?

«In un voto segreto nessuno può permettersi di fare insinuazioni. Ma ho grande fiducia nel gruppo parlamentare che ho l`onore di guidare. Siamo stati tutti compatti. Quindi no, nessun franco tiratore nel Pd perché tutti i passaggi sono stati concordati con il segretario e con il gruppo».

Il segretario Letta dice che si è rotta la fiducia con il partito di Renzi.

«È stato molto brutto ascoltare gli interventi in aula dei senatori di Italia Viva. È stato brutto leggere i loro comunicati precedenti e successivi al voto sulla “tagliola”. Sono dispiaciuta perché ho sempre visto Iv come forza politica che ha sostenuto il ddl Zan alla Camera, tanto che la ministra Elena Bonetti ha contribuito in prima persona a scrivere l`articolo 1. Mi spiace che al Senato i renziani abbiano cambiato idea. È da lì che il ddl Zan ha cominciato a indebolirsi, molto prima del voto dell`aula».

Finito il centrosinistra di Pd-M5S, Iv e Leu, la maggioranza del Conte 2?

«La maggioranza del Conte 2 è finita con quel governo. Da mesi siamo impegnati nella costruzione di un campo largo di centrosinistra».

Vi siete illusi che Forza Italia spezzasse l`asse con Salvini e Meloni?

«Più che altro Forza Italia aveva presentato gli emendamenti a prima firma della capogruppo Anna Maria Bernini che potevano diventare oggetto di mediazione. Poi abbiamo registrato un improvviso cambio di rotta. Non pensavamo inoltre che sui diritti civili FI fosse allineata in Europa con le forze sovraniste e oscurantiste solidali con Ungheria e Polonia».

Ma quale è stato il calcolo sbagliato? Non avete fiutato la trappola?

«Non sono stati i numeri il problema, ma chi ha cambiato idea dopo avere detto che avrebbe sostenuto la legge Zan in quel delicato passaggio, anche in vista di modifiche».

Pensa sia stata la prova generale per la partita del Quirinale?

«Non è un caso che Letta abbia chiesto una moratoria fino a gennaio sul Quirinale. Però è evidente che c`è stato il tentativo di una prova generale per il Colle. Sulla pelle e sui diritti delle persone».

Lei è stata messa in discussione?

«Formalmente nessuno lo ha fatto e chi sembrava lo avesse fatto ha smentito. Sono certa che nell`assemblea del gruppo tutti avranno la possibilità di chiarire il loro pensiero».

giornalista per un giorno

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