Marattin: “Per la riforma fiscale si può toccare anche il deficit”

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«Per una riforma strutturale del fisco potremmo, seppure in misura minima, ricorrere al deficit».

Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera che, insieme alla “cugina” del Senato, ha redatto il documento sulla riforma tributaria, interviene sul nodo delle risorse necessarie al taglio delle tasse.

Onorevole Marattin, quanto costerà il taglio delle tasse?
«Noi non abbiamo avuto una cifra sulla qualche costruire una riforma. Abbiamo fatto 61 audizioni, stilato un documento e costruito una prima cornice. Poi sarà il governo con la legge delega, che arriverà a fine mese, ad introdurre una ulteriore cornice che dovrà successivamente, presumibilmente il prossimo anno, varare i decreti legislativi e introdurre i contenuti definitivi».

Un articolo della Voce.info segnala l’assenza di coperture nel vostro documento a fronte della riduzione delle tasse.
«Intanto io direi che i 40 miliardi della simulazione sul costo della riforma fiscale che ho visto su Repubblica sono eccessivi».

E a quanto ammontano le vostre stime?
«Non ne abbiamo. Del resto il documento della Commissione non è un disegno di legge che deve essere bollinato dalla Ragioneria. Le scelte poi dovrà farle il governo».

La sua opinione? Anche perché qualche conto lo avrete pur fatto.
«Forse avremmo potuto dare qualche indicazione più chiara. Ma non è stato semplice varare un documento di indirizzo sottoscritto da una maggioranza così eterogenea, che va dalla Lega a Leu».

Le risorse comunque ci vorranno. E se non fossero sufficienti?
«In tal caso potremmo anche pensare di ricorrere per una parte minimale al deficit per ridurre le tasse, magari rallentando il processo di rientro per quanto è necessario. Tanto più che l`economia sta dando segnali di ripresa»

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