
“La crisi in Medio Oriente produce effetti pesantissimi sui prezzi dell’energia per famiglie e imprese. L’Europa dia un segnale di vicinanza ai cittadini.” Con una lettera ad Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni esplicita le richieste dell’Italia: uscire dai vincoli del Patto di stabilità per sostenere il nuovo shock economico.
Per l’energia servirebbe una deroga specifica, come avviene per la difesa con il progetto SAFE. Per l’Italia una spesa di 15 miliardi non conteggiati sul deficit.
Meloni punterebbe alla stessa deviazione che vale l’uno virgola 5% del PIL. Sarebbe molto difficile spiegare all’opinione pubblica perché si spende per le armi e non per le bollette. Questo il senso della missiva.
A stretto giro la risposta di un portavoce della Commissione: per l’energia, nessuna deroga al Patto, si resti in un quadro di vincoli fiscalmente responsabili. L’Italia con un rapporto deficit PIL al 3,1% resta osservata speciale.
I paesi frugali del Nord Europa sposano la linea del rigore, Meloni dovrà provare a convincere il tedesco Merz e magari lavorare di sponda con Macron.
Intanto venerdì 22 termina il taglio delle accise sui carburanti, 5 centesimi al litro per la benzina e 20 per il gasolio. Per la prossima settimana è previsto lo sciopero degli autotrasportatori.


