Meloni è come la nazionale di calcio: guarda il mondo da casa mentre gli altri giocano

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Ricordate come ce la raccontavano? Meloni il punto d’equilibrio tra Von der Leyen e le destre sovraniste. Meloni il ponte tra Trump e l’Europa. Meloni che aveva ridato lustro, autorevolezza e rispettabilità all’Italia. Meloni e l’alleanza di ferro con gli Usa.
Meloni e il “nuovo asse” (sic) con la Germania. Meloni la grande mediatrice della pace in Ucraina. Potremmo continuare, ma sarebbe imbarazzante. Per Meloni e per chi per anni ha raccontato una centralità che non è mai esistita.
E allora, forse, basta raccontare quel che è successo negli ultimi giorni.
Con i leader di Germania, Francia e Regno Unito – Merz, Marcon e Starmer – che si incontrano a Londra, assieme a Zelensky e che un paio di giorni dopo mandano i loro ambasciatori a Mosca, da Putin.
Con Trump che ha smesso addirittura di insultare Meloni, tanto è irrilevante la sua posizione, in attesa del vertice Nato previsto tra meno di un mese in cui ci imporrà di spendere il 5% del PIL in armamenti (americani).
Con Netanyahu e i suoi che ci descrivono come “una ciabatta”.
Con un ruolo pari a zero in Medio Oriente, storicamente il giardino di casa della nostra diplomazia.
Di fatto, oggi l’Italia in Europa e nel mondo non conta nulla, è un monumento all’irrilevanza e all’invisibilità quasi come la nazionale di calcio che guarda i mondiali da casa e fa le amichevoli con Grecia e Lussemburgo.
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