Ministero della Cultura, Giuli licenzia due dirigenti dopo il caso del docufilm su Regeni

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Il ministro della Cultura Alessandro Giuli licenzia il suo staff. Secondo quanto riporta l’edizione online del Corriere della Sera sono già partiti i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del MiC e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.

Sempre secondo la ricostruzione del Corriere il primo pagherebbe il fatto di non aver vigilato sul documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti, mentre la seconda è ‘accusata’ di non essersi presentata all’aeroporto e di non aver partecipato alla missione del ministro a New York del mese scorso.

Il documentario dedicato al caso è “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, è stato al centro di un dibattito politico, con forti critiche dell’opposizione, per la mancata assegnazione di fondi pubblici, nonostante le richieste del produttore. Il ministro, nel corso della cerimonia al Quirinale per i premi David, aveva definito inaccettabile il mancato sostegno.

“Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati sia su base automatica sia su base selettiva”, aveva detto, “Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm Tutto il male del mondo dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità o l’imperizia. Mai più!”.

Poi, il giorno dopo, Giuli aveva garantito che il film avrebbe usufruito “di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico”.