Il titolare del dicastero del bilancio, nel corso della propria conversazione con i giornalisti e con i rappresentanti dei mass media, ha ribadito l’alto potenziale di questa Istituzione statale, ispirata al modello della Cassa depositi e prestiti italiana, e finalizzata, per espressa disposizione legislativa e statutaria, a sostenere i settori delle micro e piccole imprese tradizionalmente meno garantiti e bancarizzati: agricoltura, trasformazione agroalimentare, energie rinnovabili, digitalizzazione ed edilizia sociale saranno gli ambiti preferenziali
(Fonte: Scan TV) Si prevede che “la Banca di Sviluppo Albanese verrà istituita con un capitale di circa 100 milioni di euro e con una capacità di finanziamento, nell’economia reale del Paese, fino a un miliardo di euro. Questa Istituzione – come è stato riaffermato dal Ministro Petrit Malaj – è concepita per sostenere i settori sotto/finanziati, le imprese che non hanno tradizionalmente accesso al credito e i progetti strategici della Repubblica d’Albania, in ambiti settoriali che riguardano il settore agricolo, la trasformazione agroalimentare, i progetti infrastrutturali, le micro e PMI, l’edilizia sociale, l’innovazione e la digitalizzazione, nonché l’efficienza energetica”.

Nella propria dichiarazione rilasciata ai media al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, l’onorevole Malaj ha precisato che “la dirigenza della Banca Albanese di Sviluppo ha presentato le linee strategiche e di indirizzo in questa fase che ha carattere costituente e che consentirà di realizzare l’architettura istituzionale e operativa di questo Ente la cui funzione sarà complementare e sussidiaria a quella del settore bancario ordinario”.



