Per me papà non era soltanto Alex Zanardi, l’uomo che tutti hanno conosciuto e ammirato. Era il mio punto di riferimento, un supereroe che aveva sempre una risposta per tutto.
La sua assenza ha lasciato dentro di me un vuoto enorme, qualcosa con cui devo imparare a convivere ogni giorno.
Mio padre era davvero come tutti lo avevano conosciuto. Era mosso da un fuoco che non si spegneva mai e affrontava la vita con una forza straordinaria. Mi ha insegnato che a volte ci succedono cose che non possiamo controllare, anche molto tragiche, ma abbiamo sempre il potere di scegliere come reagire.
Possiamo scegliere di rinascere, di rialzarci e provare a diventare più forti di prima, oppure possiamo scegliere di lasciarci andare. Lui non lo ha mai fatto. Ed è forse questo uno degli insegnamenti più grandi che mi ha lasciato.
Oggi sento ancora papà nel modo in cui affronto le cose. Lo ritrovo nei suoi principi, nella sua determinazione, ma anche nei ricordi più semplici della nostra vita insieme. Perché dietro il campione che tutti conoscevano c’era mio padre, con i suoi gesti quotidiani e il suo sorriso.
Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché è proprio da quelle piccole cose che si costruiscono quelle grandi.
Papà mi manca e il vuoto che ha lasciato non potrà essere colmato. Ma tutto quello che mi ha insegnato continuerà a vivere dentro di me, nel modo in cui affronterò la vita e nelle scelte che farò ogni giorno.
Niccolò Zanardi.



