Dopo l’avvio del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, cresce l’uso di tecniche elusive da parte di navi legate all’Iran. A segnalarlo è il New York Times, citando esperti del settore marittimo.
Sempre più imbarcazioni infatti ricorrerebbero allo “spoofing”, ovvero la falsificazione dei dati di identificazione. In pratica, le navi modificano o mascherano la propria identità digitale per evitare di essere tracciate ed essere coinvolte nel blocco imposto dalla Marina degli Stati Uniti
. L’uso diffuso di queste pratiche rischia di aumentare la confusione in una delle rotte marittime più strategiche e più complesse del mondo.



