Nei pomodori si nasconde un ingrediente che potrebbe diventare in futuro un alleato contro la malattia di Parkinson. È il licopene, l’antiossidante naturale responsabile del colore rosso dei pomodori, così come dell’anguria e del pompelmo rosa, noto per il suo potenziale effetto neuroprotettivo.
A illustrare le sue potenzialità nella lotta al Parkinson è oggi un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrients da un team di ricerca cinese, secondo cui questo ingrediente così comune nella nostra dieta avrebbe mostrato effetti preventivi e terapeutici in un gruppo di topi utilizzati come modello della malattia.
Risultati, quindi, che vanno ancora interpretati con cautela, ma che in futuro potrebbero portare al potenziale sviluppo di nuovi farmaci contro questa patologia, che oggi colpisce circa 12 milioni di persone nel mondo. Un numero che, secondo le previsioni, potrebbe raddoppiare entro il 2050.
Per indagare gli effetti neuroprotettivi del licopene, gli autori del nuovo studio hanno preso in esame un gruppo di topi trattati con una tossina che danneggia selettivamente i neuroni dopaminergici (addetti alla produzione di dopamina) per simulare la malattia. La perdita di questi neuroni, infatti, è alla base dei sintomi più comuni del Parkinson, tra cui tremore, rigidità muscolare e lentezza dei movimenti.
I ricercatori hanno poi somministrato quotidianamente ai topi il licopene (a dosi concentrate rispetto a quelle che si ritrovano negli alimenti), osservando dopo alcune settimane di trattamento che questo antiossidante è stato in grado di limitare la degenerazione dei neuroni dopaminergici.
Oltre a una miglior conservazione dei neuroni addetti alla produzione di dopamina, rispetto al gruppo di controllo i topi che lo hanno consumato mostravano migliori capacità motorie, come passi più stabili e un migliore equilibrio.



