Nel giugno del 1970 Mogol e Lucio Battisti decisero di percorrere l’Italia da nord a centro a cavallo

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Nel giugno del 1970, all’apice del successo discografico di brani come Mi ritorni in mente ed Emozioni, Mogol e Lucio Battisti decisero di allontanarsi dai riflettori e dalla frenesia della scena musicale milanese per intraprendere un’impresa all’epoca considerata folle: percorrere l’Italia da nord a centro a cavallo.

Grande appassionato ed esperto cavaliere, Mogol propose il viaggio all’amico Lucio, che fino a quel momento non era mai salito in sella. Dopo appena tre settimane di lezioni intensive di equitazione presso il maneggio di San Siro a Milano, i due partirono con due cavalli da sella, una cavalla di scorta e l’equipaggiamento minimo indispensabile nelle bisacce.

Il tragitto coprì oltre cinquecento chilometri snodandosi interamente lungo strade bianche, argini fluviali, mulattiere e sentieri boschivi dell’Appennino tosco-emiliano, toscano e umbro-laziale, evitando categoricamente le vie asfaltate e il traffico delle automobili.

La traversata durò circa tre settimane, scandita da una media di venticinque-trenta chilometri al giorno, soste in cascine isolate e pernottamenti sotto le stelle o in piccoli fienili lungo il percorso.

Durante le ore a cavallo e le pause serali attorno al fuoco, tra i due nacque un confronto continuo e profondo: immersi nel silenzio della natura, discussero di visioni artistiche, poesie e melodie, gettando le basi concettuali per capolavori successivi che avrebbero celebrato il legame con la terra e la semplicità bucolica, come l’album Il mio canto libero.

L’avventura si concluse trionfalmente a Roma, quando i due amici entrarono a cavallo a Piazza di Siena, all’interno del parco di Villa Borghese, accolti da giornalisti e fotografi accorsi per documentare un’impresa che divenne leggenda nella storia del costume e della musica italiana.

pier luigi pinna