“No a passi indietro su somministrazione pillola Ru486 in day hospital”

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Sanità. Piccinini (M5s): “No a passi indietro su somministrazione pillola Ru486 in day hospital”

La consigliera chiede di “non cedere all’ipotesi del ricovero obbligatorio per l’aborto farmacologico”

“Non consentire passi indietro rispetto alla somministrazione della pillola Ru486 in day hospital e non cedere all’ipotesi del ricovero obbligatorio per l’aborto farmacologico”.

Il monito arriva da Silvia Piccinini (M5s), che, con una risoluzione rivolta al governo regionale, chiede anche allo stesso esecutivo “di promuovere, nella Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome e nella Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, l’adozione di orientamenti comuni per l’applicazione puntuale e coordinata degli indirizzi nazionali sulla materia”.

Nell’atto d’indirizzo si spiega che l’Aifa ha autorizzato nel 2009 l’immissione in commercio della pillola Ru486. Il ministero della Salute, poi, ha elaborato linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con questo medicinale e anche la Regione Emilia-Romagna ha stabilito le modalità sull’accesso alla interruzione volontaria di gravidanza farmacologica.

In alcune regioni, sottolinea però la consigliera, “sono al vaglio diverse proposte (che negano i diritti delle donne e rifiutano le evidenze scientifiche) che avrebbero l’obiettivo di impedire la somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori, prevedendo il ricovero obbligatorio per l’aborto farmacologico, una volta conclusa l’emergenza da Covid-19”.

L’ultimo report pubblicato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute, si legge nella risoluzione, “indica che le interruzioni volontarie di gravidanza in regione sono in diminuzione: nel 2019 sono state 6.501, il numero più basso di interventi annuali dall’inizio della rilevazione (partita nel 1980), con un calo del 5,4 per cento rispetto al 2018”.

(Cristian Casali)

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