I giovani di oggi forse non lo sanno, ma una volta sui treni c’erano piccoli salotti viaggianti: sei poltrone, una porta scorrevole e un finestrino sull’Italia che passava. Si chiamavano scompartimenti.
Bastavano un saluto e un «Dove va?» e, quasi senza accorgersene, perfetti sconosciuti cominciavano a raccontarsi: lavoro, famiglia, amori, preoccupazioni, pezzi di vita.
Salivi senza conoscere nessuno e qualche ora dopo scendevi salutando quasi dei vecchi amici. Oggi abbiamo Wi-Fi, cuffie, smartphone e treni più veloci.
Forse abbiamo guadagnato tempo, ma perso quel piccolo lusso di incontrarci durante il viaggio.



