Nei primi 4 mesi del 2026 l’anomalia termica globale media è stata di circa +0,52 °C rispetto alla 1991-2020. Nel 2024, nello stesso periodo, era stata circa +0,73 °C. Nel 2025 circa +0,67 °C. Il 2026, finora, non sta correndo sui livelli alti del biennio 2024-2025.
E’ doveroso rimarcare che tre o quattro mesi non fanno una tendenza climatica e che un’anomalia globale di +0,52 °C resta comunque non da poco. Il punto non è negare il cambiamento climatico.
Il punto è evitare il racconto automatico per cui ogni dato deve diventare solo paura. Raccontare il clima con serietà significa anche questo, dire quando un dato è preoccupante, ma anche quando mostra un parziale ridimensionamento. Senza propaganda di nessun tipo.
Oggi invece c’è spesso la sensazione che, sul clima, si guardino soprattutto i dati peggiori, quelli più estremi, quelli più facili da trasformare in allarme ma la comunicazione scientifica dovrebbe fare un’altra cosa.
Dovrebbe raccontare tutto il quadro, anche quando un numero va nella direzione meno drammatica.



