HomeattualitàOgni volta che ordiniamo il pranzo o la cena a casa

Ogni volta che ordiniamo il pranzo o la cena a casa

i riders sono i ragazzi e le ragazze che ci portano quanto richiesto

Di giorno, di notte, in ogni momento della giornata, con sole, vento o pioggia, ci raggiungono dove vogliamo. Pensate a quanto questo mestiere sia stato importante durante la pandemia.
Questa sera i riders di Ladispoli e Cerveteri tornano a scioperare. Per la seconda volta in meno di un mese. Dalle ore 18:00 saranno davanti il McDonald’s di Ladispoli per manifestare il loro dissenso, la loro preoccupazione per un lavoro che non vedono giustamente retribuito e per tutele pressoché assenti.
È una attività stancante, difficile, estremamente pericolosa (visto che è svolta nel traffico sulle nostre strade) e che non conosce domeniche o feste.
Ed è un mestiere che non prevede le tutele che andrebbero garantite ai lavoratori. Conosco amici che con la propria macchina (e quindi con tutte le spese sulle proprie spalle), fanno turni lunghissimi durante i quali magari capitano pochissimi ordini. E il loro lavoro è pagato in funzione delle consegne che portano a termine.
Per darvi un’idea, un rider “guadagna” 1,20 € di fisso per ogni singola consegna, più 0,40 € (ovvero 40centesimi) per ogni km. Lo ripeto, con spostamenti, benzina e usura del proprio mezzo di trasporto a loro carico.
È ora che in Italia vengano date le giuste tutele a questi lavoratori e lavoratrici. Nel rispetto della nostra Costituzione.
A tutti loro, padri e madri di famiglia, ragazzi e ragazze che spesso usano questa attività per pagarsi gli studi, esprimo tutta la mia vicinanza. Per quello che può contare, sono al vostro fianco in questa battaglia.
L’Italia, ha detto qualcuno più bravo di me, è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ricordiamocelo sempre: sul lavoro, non sullo sfruttamento.

Alessio Pascucci

giornalista per un giorno

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