OK IL PREZZO NON E’ GIUSTO! ( SI PUO’ RISPARMIARE FINO AL 99%)

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mario giordano

di Mario GIORDANO

Quando si buca il velo della segretezza si fanno scoperte sconcertanti. Un esempio? Il farmaco antitumorale trastuzumab venduto dalla casa farmaceutica svizzera Roche con i un il nome di Herceptin e poi venduto dalle altre aziende con nomi commerciali diversi. Ebbene: nel dicembre 2018 la Regione Piemonte mette per iscritto che un farmaco comprato fino a quel giorno a 565 euro, lopagherà di lì in avanti soltanto 163 euro con un abbattimento del prezzo pari al 71 per cento. In effetti a controllare la tabella Aifa (segreta) dei primi due mesi del 2019 il dato risulta confermato: il prezzo di acquisto del Piemonte è appena superiore a quello del previsto, e cioè 179 euro anzichè 163. E pensare che la stessa tabella altre Regioni pagano molto di più. I Umbria per esempio nello stesso periodo 762 euro. Com’è possibile? Da dove arrivano quei soldi? E poi ancora dove vanno a finire? E perchè? Quando mostro la tabella all’Aifa mi guardano non solo con sorpresa ma anche con abbondante sospetto: Perchè succede?, rispondono, Lei lo sa benissimo, addirittura indispettiti. Ma non si fanno le gare? dico io – No rispondono – Come mai?Alzano le spalle!… Ecco la loro risposta. Ma allora come si fa a spiegare che si buttano via i soldi? Silenzio da parte loro… Sono solo ritardi? inefficienze? O c’è qualcosa di più? Mi viene da urlare. Stiamo parlando di antitumorali. Vi rendete conto della partita che si gioca sulla pelle delle persone?. Prendete il bosentan, un farmaco contro l’ipertensione: è bastato passare dal principio originale al similare, organizzando una regolare gara e il prezzo in Piemonte è sceso dal 2210 a 27 euro pari ad un risparmio del 99 per cento. E non è un caso isolato. Anche l’imatinib, altro farmaco contro il cancro è passato da 1907 a 24 euro sempre riducendolo al 99 per cento nello spazio di una mattinata. Ma allora mi chiedo: se si può fare lo faranno davvero? Anche in altre Regioni? Anche per altri farmaci? Si continuerà la strada della trasparenza? Delle gare? Della concorrenza? O l’abbattimento dei prezzi fa troppa paura a chi con quei prezzi si sta gonfiando le tasche? Tutta questa riservatezza, questa impossibilità di sapere di confrontare non servirà proprio ad evitare che il morbo pericoloso della riduzione dilaghi oltre misura? Secondo il ministero della Salute, con un acquisto più oculato dei farmaci e con la revisione del prontuario, rivisto nel 1994 dopo tangentopoli e successivamente nel 2002, si potrebbero risparmiare di botto 2 miliardi di euro do vanno aggiunti i risparmi che si potrebbero ottenere acquistando in modo più razionale anche i dispositivi che il Servizio Sanitario Nazionale passa ai malati quali ad esempio siringhe, aghi e strisce per il controllo della glicemia per un montante di circa 500 milioni di euro. Come mai una siringa da insulina costa 3,3 centesimi in Liguria e 16 a Bolzano? Facendo un esempio… In libreria se sappiamo che un libro costa 200 euro ci arrabbiamo, come mai in questo caso non succede? Perchè in Sicilia il vaccino costa in media il 10 per cento in più che in Lombardia? Senza considerare che una protesi all’anca può arrivare sino al 40 per cento di differenza… Ma soprattutto perchè nessuno dice nulla?

Mario GIORDANO

tratto dal libro SCIACALLI – VIRUS, SALUTE E SOLDI

 

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