Panetta: crescita debole, ma l’IA può dare fino a +1% di produttività

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L’economia italiana resterà “debole” nei prossimi mesi e potrebbe “ristagnare” o “contrarsi” poiché il conflitto in Medio Oriente “ha indebolito prospettive già fragili”. È l’avvertimento lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle Considerazioni finali in occasione della Relazione annuale.

“Lo slancio si è attenuato”, ha osservato Panetta sottolineando che “hanno pesato il deterioramento del quadro geopolitico, l’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi e le difficoltà dell’economia tedesca, principale mercato di sbocco delle nostre esportazioni”.

La domanda interna, ha proseguito, “è stata frenata dalla modesta dinamica del reddito disponibile, su cui ha inciso la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni. Nel 2025 il Pil è aumentato dello 0,5 per cento, meno della media dell’area dell’euro”.

Il conflitto nel Golfo Persico, ha spiegato il numero uno di Bankitalia, “ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l’attività economica resterà debole nei prossimi mesi: negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”.

Con guerra rischi crescita globale, quadro fragile

Il conflitto nel Golfo Persico ha “drammaticamente modificato” la situazione globale e la crescita mondiale “è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato”.

“Il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto – ha osservato Panetta – ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche”.

“Il quadro generale resta fragile”, ha spiegato il numero uno di Bankitalia. E ha messo in guardia: “Con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell’intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata”.