Pd, bilancio in perdita di 600mila euro

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L’ultimo bilancio del Partito Democratico, quello relativo all’esercizio 2018, si chiude con un passivo di 600.495 euro. Ma, come spiega il tesoriere Luigi Zanda nella sua relazione che l’Adnkronos ha potuto visionare, i crediti vantati dal Nazareno nei confronti dei parlamentari ammontano a 822.542 euro, una somma superiore al ‘passivo’. Il bilancio è stato approvato nella Direzione del 13 giugno scorso.

Nel dettaglio, si legge nella relazione di Zanda, i costi sono così ripartiti: costi per acquisti di beni (cancelleria, materiale di consumo) 29.830 euro; costi per servizi ovvero spese per collaboratori e consulenze pari a 576.468 euro e quindi le spese elettorali (propaganda, organizzazione eventi, sondaggi) che ammontano a 2.693.696.

Nella relazione viene anche nominata la sede del Pd senza però che vi sia alcun accenno a uno spostamento nè a un ridimensionamento del Nazareno, come era stato ipotizzato nei giorni scorsi. “”Spese per servizi afferenti la Sede Nazionale (Vigilanza, manutenzioni e riparazioni, assicurazioni, pulizia locali e servizi logistici) 507.260 euro”, è l’unico accenno alla questione sede dem.

Nel bilancio vengono elencati anche “costi per godimento beni di terzi (affitto, noleggi, leasing, ecc.): per manifestazioni, eventi e servizi elettorali in genere 111.221; per godimento beni di terzi afferenti le sedi operative 765.812”. Infine ci sono i “contributi ad associazioni per euro 262.180 così distribuiti: strutture provinciali Pd 88.642 euro; strutture regionali Pd 69.108; Associazione Giovani Democratici 12.800 euro; strutture territoriali Pd 6.274; contributi a P.S.E. 80.356 euro; altri contributi 5.000”.

Al 31 dicembre del 2018 i crediti vantati dal Nazareno nei confronti dei parlamentari ammontano a 822.542 euro, si legge nell’ultimo bilancio Pd. Ma da gennaio ad oggi diversi deputati e senatori hanno versato cifre cospicue per mettersi in regola e saldare il debito. Sul sito del Pd sono consultabili tutti i versamenti dal 31 gennaio al 28 giugno. E tra questi saltano agli occhi alcuni pagamenti ben più alti rispetto ai 1500 euro mensili che i parlamentari dovrebbero versare al Pd.

Il deputato calabrese Demetrio Battaglia, per esempio, ha versato 30mila euro tra il 20 e il 21 giugno scorso. Il 3 giugno invece Tomaso Nannicini ha versato 10.500 euro e 7000 euro la deputata Marina Berlinghieri il 31 maggio. A marzo hanno versato 6000 euro Matteo Richetti e Ernesto Magorno, 5000 il vicesegretario dem Andrea Orlando.

 

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