Il miglior modo per coltivare l’odio è concimarlo con un trattamento riservato ai palestinesi che nei paesi civili non può essere destinato neanche agli animali. Il nutrimento per l’odio sta nei doppi standard, nell’indignazione mirata solo verso alcuni e nella compassione negata ad altri.
Tra le pretese israeliane, la più feroce è quella di esigere dai palestinesi di assecondare il volere del Dio ebreo che li avrebbe eletti e che avrebbe assegnato loro una Terra a scapito della sopravvivenza di altri popoli. Il palestinese non deve reagire perché quella reazione offre a Israele l’opportunità della vendetta esemplare.
Ora il nuovo fronte è la Cisgiordania, mentre a Gaza si bombarda ancora. La furia alimentata dalla sete di sangue e potere si sta scagliando contro altri civili indifesi e usa il terrorismo dei coloni per prendere altre case, altra terra, altre vite.
Ma per Netanyahu non c’è riprovazione, per Israele non c’è biasimo. L’Occidente difende il terrorismo israeliano, ammanta di diritto alla difesa ciò che è aggressione e pulizia etnica.
l‘indifferenza da cui siamo atterriti quando studiamo la Storia, muove la nostra pseudo civiltà. L’inerzia del passato che condanniamo, è la protagonista indiscussa di una rinnovata stagione d’odio e vendetta.
Ancora una volta, ci giriamo dall’altra parte per fare in modo che l’abisso non ci travolga, per non fare i conti con la nostra codardia. Facciamo finta che non ci siano migliaia di bambini senza cure, senza cibo, divorati dai topi. Facciamo finta di non vedere come il nostro alleato e amico Israele stia violando tutto ciò che ha a che fare con i diritti umani e con le più elementari regole di giustizia.
Conviene così, conviene chiudere gli occhi e andare avanti senza prendere le parti dei più deboli. Conviene alle carriere, agli incarichi, alle poltrone, ai lauti stipendi, alla conservazione di uno strapuntino di potere. Meglio non esporsi, le ritorsioni arriverebbero con la denigrazione sui giornali, con l’umiliazione della propria vita e delle proprie scelte a opera di qualche editorialista rancoroso che si traveste da portatore di verità infallibili ma che è solo un povero venduto.



