Pittella: “Legge sul copyright, c’è l’intesa, entro luglio all’esame del Senato”

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Già vice presidente del Parlamento europeo, il senatore Gianni Pittella del Pd è relatore alla commissione Politiche europee della legge che recepisce ben 33 direttive europee, tra cui quella sulla tutela del diritto d`autore in Rete.
Senatore Pittella, a che punto è il provvedimento?
«Contiamo di arrivare in aula al Senato entro luglio. Abbiamo finora fatto 40 audizioni di autori, editori, esponenti di piattaforme televisive, giornalisti. Le terminiamo giovedì e in due giorni contiamo di raccogliere gli emendamenti per arrivare rapidamente al voto in commissione».
Ci sono state divisioni sulla direttiva che riguarda il copyright?
«Abbiamo raggiunto un equilibrio e un`intesa tra le forze di governo e contiamo davvero che, su questo tema, ci siano i più ampi consensi. È un provvedimento che riconosce il valore della cultura e dell`informazione, che vanno difese nel giusto diritto alla tutela sulla diffusione delle opere in Rete. Sono stato al Parlamento europeo tra gli artefici della direttiva, che ora potrà essere recepita dall`ordinamento italiano».
L`Italia sarà il secondo Stato a recepire la direttiva dopo la Francia?
«Proprio così ed è una vera soddisfazione, una dimostrazione di civiltà, in un momento in cui l`emergenza Coronavirus ha creato difficoltà anche a tutto il sistema culturale e dell`informazione.
L`approvazione entro autunno del provvedimento anche alla Camera renderà possibile arrivare a una serie di introiti sul diritto d`autore che potranno essere utilizzati proprio a favore del settore cultura e anche per l`editoria».
Il lavoro in commissione ha incontrato difficoltà?
«Siamo andati avanti, considerando che l`esame del provvedimento era cominciato poco prima dell`emergenza coronavirus il 14 febbraio. Abbiamo proseguito con le audizioni che sono state molto proficue e utili per comprendere l`importanza e la necessità di queste norme. Abbiamo utilizzato anche gli strumenti a distanza per andare avanti. Tutti concordiamo sul riconoscimento del giusto diritto alla tutela di opere che, senza riconoscimento da alcune piattaforme finora escluse nelle attuali norme, violano la proprietà intellettuale».
È soddisfatto per il lavoro fatto fino a questo momento?
«Sì, il recepimento della direttiva europea è un atto di grande giustizia, il riconoscimento del valore della cultura e dell`attività creativa e intellettuale, ma anche dell`informazione che sopporta dei costi».
Non ci sono stati contrasti con il Movimento 5 Stelle, che ha sempre difeso la diffusione dell`informazione gratis in Rete?
«Si è raggiunto un giusto equilibrio, come dicevo prima. Il sottosegretario per gli affari europei, Laura Agea dei 5 Stelle, che pure è stata parlamentare europea, è sempre stata presente a tutte le riunioni della commissione, seguendo le audizioni e partecipando al dibattito. Segni di partecipazione e interesse, per un provvedimento che si considera fondamentale e di grande importanza».
Nella legge di recepimento, quali altre direttive europee sono comprese oltre a quella più attesa sul copyright?
«Sono diverse, da quella sulle fonti energetiche rinnovabili fino a quella sulle produzioni alimentari. Un pacchetto di direttive di rilievo, in cui certamente quella sul copyright rappresenta la più attesa».
Perché tanto tempo per arrivare a un provvedimento di questo tipo?
«C`è stata molta confusione nel tempo e anche ostacoli, in una materia nuova come la diffusione attraverso le nuove tecnologie di produzioni intellettuali. Si è dovuto avviare prima un dibattito al Parlamento europeo per arrivare poi alle leggi dei singoli Stati che recepiscano le norme. Con una legge nazionale, non ci sarà più confusione e chiunque diffonderà in Rete opere d`autore tutelate, film, musica, articoli, libri, dovrà riconoscerne anche economicamente i diritti. Una legge di civiltà».

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