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Pranzi di Natale, 8mila posti e mille volontari per la Comunità di Sant’Egidio a Genova

GENOVA – “Stiamo ultimando i conti ma avremo circa 45-50 pranzi in diverse zone della città e in diversi giorni. In tutto ci saranno a disposizione circa 8000 posti per le persone che parteciperanno ai momenti che abbiamo organizzato non solo per Natale ma anche prima e dopo, nel periodo delle feste”. Lo spiega Maurizio Scala della Comunità di Sant’Egidio di Genova, facendo il punto sulle iniziative previste in città per il periodo natalizio nel capoluogo ligure. Una tavola apparecchiata, un posto per ognuno, per scaldare le feste in un momento di condivisione, al quale parteciperanno famiglie in difficoltà con minori, migranti, anziani soli e persone di strada.

“Il 25 dicembre è il centro di tutto ma ci saranno anche altri momenti, prima e dopo il Natale, tra cui 6 o 7 pranzi nelle strutture carcerarie a seconda delle diverse sezioni a Pontedecimo e a Marassi, realizzati anche grazie anche alla disponibilità dei direttori. Poi avremo i pranzi negli istituti per anziani genovesi, che sono luoghi importanti in cui in particolare nei giorni di festa si sente ancora di più il peso della solitudine, in situazioni di fragilità, e il pranzo per le persone di strada nel tradizionale ritrovo alla Commenda di Pré”, sottolinea Scala.

Un impegno che dura tutto l’anno non solo a Natale. “Sono tutte situazioni che noi conosciamo persone che frequentiamo e con cui ci accompagniamo tutto l’anno. Indirizziamo ognuno al suo pranzo, dove troverà persone che conosce, un tavolo con un posto con il suo nome, invitiamo uno per uno. Così come il regalo che facciamo, che è personalizzato, come in ogni famiglia succede”, aggiunge Scala. L’appuntamento principale rimane quello alla basilica dell’Annunziata dove anche quest’anno Sant’Egidio ha affidato l’allestimento del presepe agli artigiani napoletani di via San Gregorio, nel quale si intrecciano tradizione napoletana e genovese.

“Una cosa bella che sottolineiamo è la disponibilità di alcune chiese della città che si aprono per i pranzi di Natale, come l’Annunziata ma anche quella di San Francesco o la chiesa delle Grazie di Sampierdarena: un segno di accoglienza e di porte aperte”. I volontari coinvolti nei pranzi di Natale arrivano quasi ad un migliaio, a Genova. “Abbiamo circa 700 persone che vengono ad aiutarci, a cui si aggiungono 200 volontari circa di Sant’Egidio. Un numero che cresce sensibilmente ogni anno, c’è grande disponibilità da parte del tessuto cittadino non solo nelle feste ma anche nel corso dell’anno ed è un aspetto da sottolineare. In un tempo che sembra un po’ fatto di muri e di chiusura, c’è una risposta diversa, c’è un bisogno di comunità che emerge anche dal rapporto del Censis”, prosegue Scala.

“C’è un’attenzione crescente da parte nostra anche nell’organizzare pranzi nelle periferie cittadine. Penso al Cep, a Molassana o anche a Begato, dove a pochi passi dalla Diga al Pala-Diamante si terrà un grande pranzo. Si celebra un’amicizia che dura tutto l’anno, che è un modo per creare tessuto e rete”, conclude il rappresentante della Comunità di Sant’Egidio a Genova.

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