Quando inizierà davvero a mollare il caldo? La risposta non è un giorno secco, ma una tendenza da leggere bene

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In questi giorni molti mi stanno chiedendo quando finirà questa nuova fase calda. La risposta, almeno per ora, non è una data precisa da segnare sul calendario, ma una tendenza che va letta con attenzione

Guardando gli spaghi previsionali, fino al 6-7 agosto il quadro resta abbastanza chiaro, continueremo ad avere caldo intenso, a tratti anche molto intenso.

La rimonta subtropicale resterà presente e continuerà a condizionare buona parte del Paese. Questo però non significa che l’atmosfera resterà completamente ferma.

Tra il 2 e il 5 agosto si nota un primo piccolo segnale di cambiamento, la struttura anticiclonica in quota tenderà a perdere un po’ di compattezza e anche le temperature a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri, mostreranno una lieve flessione.

Non arriverà il fresco, non cambierà stagione e non usciremo di colpo dal caldo, però l’atmosfera potrà diventare un po’ meno stabile. Questo potrebbe favorire qualche episodio di instabilità pomeridiana, soprattutto sui rilievi e nelle zone interne, come spiegato anche nel post di questa mattina.

Il caldo resterà comunque sopra la media del periodo, in molte aree anche di 3-5°C. Quindi parliamo di una fase ancora molto calda, ma non perfettamente immobile.

La parte più interessante arriva verso la fine della prima decade di agosto. Qui le strade principali sembrano due: o un break estivo più incisivo tra l’8 e l’11 agosto, oppure una diminuzione più lenta, progressiva, fatta a piccoli passi. Nei primi giorni di agosto avremo spesso valori a 850 hPa compresi tra +20°C e +25°C.

Nella seconda decade, invece, è statisticamente probabile che si possa scendere più spesso verso valori compresi tra +16°C e +21°C. Non sarebbe ancora fresco, ma sarebbe comunque un gradino verso il basso. Dopo un’estate in cui l’anticiclone subtropicale continentale è stato spesso protagonista, anche un progressivo calo dei geopotenziali può essere letto come un primo segnale di una struttura meno solida rispetto alle settimane precedenti.

Non significa che il caldo sparirà, ma che la campana anticiclonica potrebbe iniziare a mostrare qualche segno di cedimento. Un maratoneta che deve affrontare 42 km quando arriva intorno al km 35-36 comincia ad accusare i primi segni di stanchezza ed è cosi anche per l’anticiclone continentale.

Qui però serve molta prudenza, agosto e settembre sono mesi delicati per le previsioni a lunga distanza. A 10-15 giorni i modelli possono cambiare parecchio da un aggiornamento all’altro, anche perché bastano piccoli disturbi atlantici, basse pressioni o sistemi tropicali sull’Atlantico per modificare in modo importante lo scenario europeo. Per questo non bisogna inseguire ogni singola uscita modellistica.

Un run può mostrare un break netto, quello successivo può attenuarlo, quello dopo ancora può spostarlo di due giorni o cambiarne completamente la traiettoria. Il lavoro serio non è prendere la mappa più bella o più estrema e farla diventare una certezza.

Il lavoro serio è guardare gli spaghi, capire se il segnale si ripete, se gli scenari iniziano ad avvicinarsi tra loro e se la tendenza viene confermata aggiornamento dopo aggiornamento.