Cambiamenti di ritmi, ambienti e riferimenti possono richiedere tempi di adattamento più lunghi per i bambini con disabilità. I consigli della Dott.ssa Giulia Ambrosetto, Neuropsicologa dell’Infanzia, Responsabile del Centro Terapeutico di Antoniano, per ricostruire i ritmi quotidiani, con particolare attenzione alla rete di supporto, le agevolazioni fiscali e la continuità educativa.
Con l’autunno la quotidianità di bambini e famiglie è ormai entrata nel vivo: scuola, attività, terapie, impegni scandiscono nuovamente le giornate richiedono la costruzione di nuovi equilibri. I bambini con disabilità, però, devono essere accompagnati nel ritorno alle abitudini perché, per loro, l’adattamento a una routine consolidata può richiedere tempi più lunghi.
I cambiamenti importanti, come il passaggio a una nuova classe o sede o il cambiamento degli insegnanti di sostegno, possono incidere significativamente sulla loro ripresa.
In Italia, tra il 2024 e il 2025, gli studenti con disabilità hanno raggiunto quota 377.000 pari al 4,8% del totale degli iscritti. Oltre il 59% degli alunni, inoltre, affronta la discontinuità legata al cambio dell’insegnante di sostegno, un elemento che può rendere ancora più complesso il ritorno alla routine.
È in questo contesto che Antoniano, realtà che da oltre settant’anni traduce la prossimità in azioni concrete e quotidiane fondate sull’ascolto, ha raccolto alcuni consigli per accompagnare bambini e famiglie nel ritorno alla quotidianità attraverso le parole della Dott.ssa Giulia Ambrosetto, Neuropsicologa dell’Infanzia e Psicoterapeuta.
“Sostenere un bambino con fragilità, significa prima di tutto prendersi cura di chi se ne occupa ogni giorno” afferma Giulia Ambrosetto, Responsabile del Centro Terapeutico Antoniano. “La ripresa delle attività non deve trasformarsi in una corsa affannosa, ma in un cammino accompagnato, sostenuto da servizi accessibili, professionisti del dialogo e una rete sociale che non lasci mai soli i genitori.”
“Da più di 40 anni il Centro Terapeutico Antoniano è al fianco di bambini, bambine con disabilità e delle loro famiglie” racconta Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano. “Ogni giorno terapeuti e terapeute lavorano per offrire un sostegno concreto e far sentire le famiglie meno sole nel difficile compito della cura affinché, come ha recentemente affermato Papa Leone XIV “nessuna famiglia in cui vive una persona con disabilità intellettiva resti abbandonata a se stessa”.
Per questo abbiamo scelto di rendere più accessibili le tariffe del nostro centro ai nuclei familiari che si trovano in difficoltà economica. Un piccolo gesto di vicinanza, che può avere un grande significato per chi si trova già ad affrontare tante difficoltà.”
Regressioni: una reazione all’adattamento, senza colpe
I cambiamenti importanti possono generare nel bambino quelli che i genitori percepiscono come “passi indietro”, nelle sue autonomie e competenze. Se questi episodi si verificano, le famiglie non devono spaventarsi: spesso non si tratta della perdita di abilità acquisite, ma di una reazione temporanea legata alla difficoltà di adattamento a un nuovo contesto. In questi momenti è importante che i genitori accolgano la fatica del bambino, senza colpevolizzarlo o punirlo: accompagnarlo con pazienza nella ripresa può aiutarlo a ritrovare prima le proprie sicurezze.
Prevedibilità: un aiuto per ritrovare i propri ritmi
La routine non deve essere intesa in senso rigido ma rappresentare, piuttosto, una cornice di sicurezza: deve aiutare il bambino a capire cosa accadrà, affinché possa distribuire meglio le proprie energie. Per questo la prevedibilità può essere costruita anche attraverso le attività più semplici della giornata: gli orari del sonno e della veglia, dei pasti, i gesti dell’igiene e della preparazione del mattino. L’obiettivo non è la “routine perfetta”, ma il ripristino di ritmi sostenibili che lascino sia al bambino che alla famiglia, il tempo di recuperare i propri equilibri.
Anticipare i cambiamenti, mantenendo il dialogo tra scuola e terapisti
Anche ad anno scolastico iniziato, alcuni cambiamenti possono essere anticipati per ridurre l’ansia del bambino: se deve affrontare, ad esempio, un cambio di sede, visitare il nuovo edificio prima dell’inizio delle lezioni può aiutarlo a familiarizzare con gli spazi e a vivere il passaggio con maggiore tranquillità. Anche i piccoli “rituali di accoglienza”, concordati tra genitori e insegnanti, possono contribuire a rendere più graduale l’ingresso in un nuovo contesto.
Inoltre, il dialogo tra insegnanti e terapisti resta fondamentale: condividere le caratteristiche, le esigenze e l’approccio relazionale del bambino, crea rapidamente il contesto più adatto alle sue specificità.
Gli equilibri della famiglia: più spazio per fratelli e sorelle
La ripresa delle abitudini non riguarda solo il bambino con disabilità, ma l’intero nucleo familiare: ogni membro contribuisce al benessere del bambino secondo le proprie possibilità. Le responsabilità devono essere condivise e le incombenze domestiche (come riordinare) non devono ricadere unicamente su fratelli e sorelle. È importante che i loro spazi vengano tutelati e che i genitori dedichino loro dei momenti esclusivi. Fratelli e sorelle devono mantenere le proprie attività e relazioni, senza doversi sentire definiti dal ruolo che ricoprono in famiglia o dalla diversità del bambino.
Una rete intorno al bambino: la presa in carico multidisciplinare
Il Centro Terapeutico Antoniano offre alle famiglie una presa in carico integrata e multidisciplinare che considera il bambino nella sua globalità e non la singola difficoltà. Il percorso parte dalla valutazione delle diverse aree di sviluppo – motoria, posturale, visiva, cognitiva, comunicativa e affettivo-relazionale – per individuare gli interventi più adatti alle sue esigenze.
L’obiettivo è costruire un progetto personalizzato e flessibile, capace di accompagnare ogni bambino nel proprio percorso di sviluppo e di adattarsi nel tempo ai suoi bisogni, alle sue potenzialità e ai cambiamenti che possono emergere nel corso della crescita.
Sostegni e agevolazioni per rendere più accessibili le terapie
Percorsi terapeutici e assistenza specifica possono incidere in maniera significativa sul bilancio e l’equilibrio emotivo delle famiglie: è importante che i genitori conoscano le possibilità di detrazione e deduzione fiscale previste per le spese mediche e di assistenza delle persone con disabilità, insieme a eventuali sostegni e contributi tariffari erogati da strutture ed enti terzi. Conoscere le opportunità disponibili aiuta ad affrontare consapevolmente le spese legate al percorso di cura e ad alleggerire il carico psicologico che spesso grava sui familiari.
Il Centro Terapeutico in numeri
Nei primi 7 mesi del 2026, il Centro Terapeutico ha erogato complessivamente 7.795 ore di terapia, con un intervento particolarmente significativo negli interventi di Logopedia, che raggiungono quota 3.098,5 ore, seguiti da Musicoterapia (1.159), Psicomotricità educativa (883,5), Neuropsicomotricità (849) e Psicologia (724,5).
Sono 675 i bambini seguiti dal Centro, di cui 400 maschi e 275 femmine: la fascia d’età più rappresentata è quella dai 6 agli 11 anni, con 268 bambini; seguono quella tra i 3 e i 6 anni, con 140 e la fascia 0-3 anni, con 132. Un supporto che tiene conto anche delle condizioni economiche delle famiglie: oltre il 40% accede al servizio con tariffe agevolate in base alla fascia ISEE, con più di 100 famiglie che rientra nella prima fascia, con un ISEE fino a 10.000 euro, un sostegno che garantisce una risposta concreta ai nuclei maggiormente esposti ai rischi di isolamento e povertà sanitaria.
Dal 15 al 18 ottobre anche “Vintage e non”, il mercatino solidale organizzato dalle socie di Antoniano Insieme presso lo Studio dello Zecchino d’Oro a Bologna, sosterrà le attività del Centro Terapeutico di Antoniano: il ricavato contribuirà a garantire percorsi di cura e supporto a bambini e famiglie.



