G8 in Sardegna 17 anni dopo, tutto è ancora lì: il cemento, i vetri rotti e le piscine vuote

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… Le camere mai abitate. L’hotel costruito per accogliere i leader mondiali al G8 del 2009 giace abbandonato alla Maddalena, insieme ai pontili, ai padiglioni congressuali, ai pannelli solari mai attivati.

Il G8 in Sardegna non si è mai tenuto. Il summit fu trasferito all’Aquila dopo il terremoto del 2009, ma i lavori nell’ex arsenale della Marina andarono avanti lo stesso. Oltre 629 milioni di euro spesi tra cantieri e bonifiche. Oggi resta un complesso spettrale, inutilizzato, chiuso, devastato dal tempo.

La Regione, dopo anni di silenzi, ha aperto le porte ai giornalisti per mostrare lo stato attuale delle strutture: lo ha fatto proprio in concomitanza con la pubblicazione del reportage sul Corriere, in un clima di disagio palpabile.

Gli investimenti (PUBBLICI) andati in fumo, i contenziosi miliardari (come quello con la Mita Resort di Emma Marcegaglia, chiuso con un risarcimento da 21 milioni – cioè NOI ABBIAMO PAGATO EMMA), le bonifiche incomplete e la beffa ambientale, con l’inquinamento da idrocarburi ancora presente nei fondali.

Guardate bene questa immagine. Non è la scenografia abbandonata di un film post-apocalittico, ma il simbolo di uno dei più grandi scempi di soldi pubblici della storia d’Italia.

Siamo a La Maddalena, in Sardegna. Questa struttura doveva essere un hotel a 5 stelle lusso ricavato dall’ex Ospedale Militare, costruito a tempo di record per ospitare i capi di Stato durante il G8 del 2009.

Volete sapere i numeri reali di questa follia?

101 camere da letto extra-lusso.
Oltre 75 MILIONI DI EURO spesi soltanto per l’hotel (inserito in un piano da oltre 600 milioni per l’intera area).
Facendo due calcoli: circa 742.000 EURO SPESI PER OGNI SINGOLA CAMERA. Clienti che ci hanno dormito? ZERO.

COME È ANDATA A FINIRE? LA STORIA POLITICA E LE INCHIESTE

La decisione politica: Nel 2008 il Governo Berlusconi, insieme al dipartimento della Protezione Civile (all’epoca guidato da Guido Bertolaso), decise di trasformare La Maddalena nel polo d’eccellenza per il vertice mondiale.
Lo spostamento del G8: Ad aprile 2009, dopo il tragico terremoto in Abruzzo, la politica decise improvvisamente di spostare il summit a L’Aquila. Le strutture sarde, appena terminate o quasi pronte, vennero abbandonate da un giorno all’altro.

La “Cricca degli Appalti”: Sull’opera si aprì una maxi-inchiesta giudiziaria sulla gestione dei “Grandi Eventi”. È la famosa vicenda che ha portato alle condanne dell’imprenditore Diego Anemone e dell’ex provveditore ai Lavori Pubblici Angelo Balducci per corruzione e un “sistema gelatinoso” di appalti. (Bertolaso fu poi assolto nei giudizi sul merito).

Il contenzioso privato e il degrado: La gestione del complesso era stata affidata al gruppo Mita Resort (riferibile a Emma Marcegaglia, allora presidente di Confindustria). La società rescisse la concessione per via delle mancate bonifiche dei fondali marini, mai completate ma pagate a caro prezzo. Da lì è iniziato un groviglio di ricorsi e cause tra Stato, Regione Sardegna e privati.

IL RISULTATO?

Centinaia di milioni di euro di soldi NOSTRI volati via. Un hotel di lusso abbandonato a marcire tra muffa, vetri rotti e salsedine. E la certezza che, quando si tratta di fare gli sborroni con le opere pubbliche, i soldi salgono sempre a galla, ma quando si tratta di far funzionare la sanità o le scuole… “non ci sono mai le risorse”.
Nessuno ha mai risarcito davvero i cittadini per questa vergogna.