Il Capo del Governo dell’Albania, in missione nel Land tedesco della Renania Vestfalia, per incontri apicali istituzionali dedicati a transizione digitale, intelligenza artificiale e cooperazione regionale, si è soffermato sulle vicende e discussioni in atto intorno al progetto di sviluppo di infrastrutture ricettive nella baia di Valona, tra Zvernec – che è un terreno privato – e l’isola di Sazan, che non sarà in alcun modo privatizzata né sottratta alle Istituzioni statali, le quali anzi saranno compartecipi della futura società di gestione a garanzia dell’interesse pubblico e del pieno rispetto degli standards ambientali europei
(Fonte: agenzia ATA) Il Primo Ministro ha rilasciato un’intervista rilasciata al magazine “Deutsche Welle”, ribadendo che “le affermazioni secondo cui il Governo starebbe vendendo terreni pubblici sono false. Zvernec è un terreno privato, mentre Sazan rimane di proprietà statale e non verrà venduta. L’accordo per l’isola è in fase di negoziazione e lo Stato albanese rimarrà proprietario del terreno, e svolgerà anche il ruolo di partner nell’impresa. In questo momento, la cosiddetta protesta dei fenicotteri non appartiene più a questi bellissimi esemplari, ma fa capo a fattori di disinformazione che vogliono usare l’Albania come arena di battaglia contro Trump e contro Kushner”.
Il progetto di investimento turistico – ha proseguito l’onorevole Rama nella propria intervista – “sarà sviluppato esclusivamente in conformità agli standard dell’Unione Europea, in applicazione dei quali il Governo condurrà una valutazione di impatto ambientale nel rispetto di tutti i criteri richiesti. In ragione di ciò, sottolineo nuovamente che non è stata richiesta alcuna vendita di terreni pubblici. Poi, per tutta la parte che riguarda le aree protette, ai sensi del Capitolo 27 dei nostri negoziati di adesione comunitaria, siamo più esigenti della stessa Bruxelles. Abbiamo ricevuto un forte mandato popolare, nel 2025, per completare il cammino di appartenenza alla casa comune europea, quindi solo chi è in malafede può diffondere informazioni secondo cui staremmo violando i criteri in determinati settori”.
La Commissione UE “viene costantemente informata sull’andamento del processo, nei singoli capitoli di intervento, e finora non ha sollevato alcuna preoccupazione né obiezione, in quanto tutti gli sviluppi sono stati e continuano a essere condotti in aderenza alla legislazione alla base delle procedure negoziali. Questa è la maggiore garanzia di sicurezza per tutti i soggetti coinvolti fin d’ora, sia autorità pubbliche che cittadini e gruppi d’interesse, affinché vi sia la consapevolezza del fatto che nessun diritto né vincolo è stato violato e che la protesta, simbolo di maturità democratica del nostro Paese, vede la buona fede colpita dalla disinformazione esterna”.




