Rama: “Su Zvernec attacchi strumentali, altro che difesa dei fenicotteri”

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Il Premier albanese è intervenuto nuovamente sul progetto di sviluppo turistico di alta gamma designato nella baia di Valona: “È il frutto di un attacco ibrido, che usa la storia di quelle terre come pretesto, quando in realtà il vero bersaglio è colpire lo sviluppo del nostro Paese e i promotori dell’iniziativa”

(Fonte Scan TV) “Un vortice molte volte più grande del nostro stesso Paese, che ha coinvolto nostri concittadini, giovani donne e uomini, famiglie con passeggini, patrioti digitali, impiegati ben pagati, comici diventati candidati, intellettuali con cappelli repubblicani, persone provenienti da ogni angolo del mondo, social media e media tradizionali, da tutti i Continenti, organizzazioni locali e straniere, partiti politici in Europa e negli Stati Uniti, operatori turistici della regione e attori statali ostili all’Albania. Il mondo non si è svegliato per la sorte di Zvernec o della baia di Valona o delle sue caratteristiche faunistiche, si è ridestato all’improvviso per il nome di Kushner e per l’ombra del suocero Trump”. Lo ha ribadito Edi Rama nel corso della riunione plenaria con la delegazione dei Parlamentari e dei Ministri del Partito socialista.

“Un progetto di riqualificazione turistica è diventato, nel giro di pochi giorni, parte di una guerra che non ha alcuna motivazione in Albania – ha proseguito Rama – Il nostro Paese non è un fenicottero che viene trascinato in giro per essere guardato e discusso. L’Albania è un Paese che oggi è impegnato in una grande battaglia culturale con se stesso, e l’Unione Europea è la nostra Itaca sulle cui rive dobbiamo approdare a tutti i costi”.

“Nessun Albanese di buon senso, anche chi non ha mai votato per il PS, può accettare che Tirana diventi un campo di parata per una folla che va a bloccare l’Aeroporto. Nessuno può più accettarlo – ha sottolineato con forza il capo del Governo – Certamente, il potere Esecutivo ha dovere di ascoltare anche le critiche e la rabbia, ma ha anche il parallelo dovere di non cedere mai al rumore. Uno Stato come quello che stiamo costruendo non può essere realizzato se il suo gruppo dirigente si lascia guidare da dove tira il vento dei rumori e delle sirene”.