Renzi chiude la Leopolda: “Meloni a un bivio: o al Quirinale o a casa”

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“Meloni a un bivio: o va al Quirinale o va a casa”

“L’altra volta Meloni ha vinto perché il centrosinistra era diviso in tre, se siamo uniti stavolta vinciamo noi. Meloni non ha un calcio di rigore” mette in chiaro il senatore di Italia Viva ed ex presidente del Consiglio, aggiungendo: “Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa. Lo dico a chi pensa che il dibattito italiano sia legato agli ego del centrosinistra, la partita non riguarda noi, è secca. Io lavoro perché al bivio Meloni prenda la direzione per andare a casa. Non me ne frega chi fa il presidente del Consiglio, il ministro. In questo momento non me ne frega nulla” scandisce dalla sua Firenze.

“Su Vannacci, ci hanno accusato di essere in qualche modo sostenitori esterni. Se Vannacci va da solo cambia i sondaggi, Meloni sta perdendo consensi a forza di chiacchierare e non portare risultati, ma il fatto nuovo è che a destra c’è divisione. Nell’avanzata di Vannacci vedo un fattore esiziale per Meloni. Vannacci fatti la tua battaglia a destra e se Meloni, Salvini e Tajani ti verranno dietro perderanno la faccia e anche le elezioni”.

“Con i 5 stelle più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”

“Mi vengono chieste delle garanzie. In politica non ci sono garanzie ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace. Ma Elly Schlein è la persona meno adatta a fare la garante per me. Un programma serio, un contratto alla tedesca”, chiede il leader di Italia Viva, precisando che “con M5s ci sono più cose che ci uniscono di quelle che ci dividono.

Anche io chiedo delle garanzie a Conte.

Chiediamo 3 garanzie: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e che non staremo mai dalla parte di Donald Trump”. Sull’operato del titolare di via XX Settembre, poi, Renzi definisce “infame quello che ha fatto Giorgetti con Unicredit, deve smettere di intervenire nel risiko bancario”.