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RIPRESA A RISCHIO: GLI AIUTI COVID SERVONO ANCORA E BISOGNA MONITORARE I FALLIMENTI

Il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco mette in guardia dalla possibilità di disordini sociali dovuti a una riduzione prematura delle misure di sostegno. La conferma di una linea di pensiero condivisa dai vertici associativi bancari e dal Banchiere e saggista Beppe Ghisolfi

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco è intervenuto a chiusura della conferenza del G20, il gruppo delle 20 Nazioni più industrializzate del Globo, presso l’Istituto finanziario internazionale; e ha espresso due concetti forti: è ancora troppo presto per uscire dalle politiche di aiuto contro gli effetti economici del covid; occorre monitorare i fallimenti che potranno avere origine dai piani di graduale fuoriuscita dai piani di sostegno inaugurati nella primavera 2020.

Il vertice dell’istituto bancario centrale di Via Nazionale teme infatti che un troppo prematuro abbandono degli interventi pubblici di portata eccezionale contro le conseguenze della pandemia, su impresa e occupazione, possa essere la causa di “disordini sociali” e possa rivelarsi “controproducente” rispetto agli obiettivi della necessità di una ripresa che vada oltre l’effetto di rimbalzo del PIL ma sia invece duratura e sostenuta.

Il Governatore Visco si è inoltre soffermato sull’esigenza di effettuare un attento monitoraggio dei fallimenti che potrebbero derivare dal graduale abbandono dei “salvagenti” istituiti dalle politiche pubbliche straordinarie anti- pandemiche, in quanto le conseguenze dirette di ciò sarebbero un aumento dei crediti incagliati o in sofferenza.

Il massimo rappresentante di Bankitalia ha pertanto ribadito una serie di punti fermi, sul versante della politica economica e finanziaria, che riflettono un clima di piena condivisione da parte dei vertici associativi bancari. Una convergenza di merito ribadita dal Banchiere e saggista Beppe Ghisolfi, secondo il quale la priorità della fase emergenziale, e di quella immediatamente successiva, deve essere quella di salvare il maggior numero di Aziende, le quali una volta chiuse non riaprono più con tutto quanto di recessivo discende da ciò sui concomitanti versanti fiscale, economico, sociale, lavorativo.

Del resto, e più di recente, gli stessi Governatori centrali di FED a Washington e BCE a Francoforte, hanno pubblicamente annunciato che le strategie di quantitative easing proseguiranno sino alla fine della coda dell’emergenza da pandemia, attraverso acquisti massivi di titoli obbligazionari soprattutto pubblici e del debito sovrano, e che ogni riduzione sarà graduale, mentre ogni eventuale manovra sui tassi sarà adottata al solo fine di contrastare l’inflazione nelle sue componenti speculative, senza perciò scoraggiare né i consumi né gli investimenti.

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