Sarah Jane Morris torna con “The Sisterhood 2”: undici brani per raccontare le grandi cantautrici del Novecento

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Con The Sisterhood 2, disponibile dal 6 marzo in digitale, CD e vinile, Sarah Jane Morris e Tony Rémy proseguono e ampliano un progetto nato nel 2024 che unisce scrittura originale, ricerca musicale e omaggio autoriale
Il secondo volume contiene undici brani inediti dedicati a figure centrali della canzone internazionale femminile, da Peggy Seeger a Amy Winehouse, passando per Joan Baez, Tracy Chapman, Bonnie Raitt e Patti Smith.
Presentato a Londra in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il disco conferma l’impianto concettuale del primo capitolo, ma ne estende la portata, con un lavoro più compatto sul piano compositivo e con una maggiore coerenza narrativa. L’idea alla base del progetto resta quella di raccontare, attraverso canzoni originali e non cover, artiste che hanno coniugato qualità autoriale, identità e impegno.
Dal punto di vista musicale, The Sisterhood 2 si muove in un territorio che tiene insieme jazz, soul, blues e songwriting contemporaneo. Il contributo di Tony Rémy è determinante: la sua chitarra e la costruzione armonica danno unità a un repertorio che, pur attraversando mondi espressivi diversi, mantiene una precisa riconoscibilità.
Tra i brani di maggiore rilievo spicca The Edge Is Where The Magic Is Found, dedicato ad Amy Winehouse e scelto come primo singolo in radio dal 20 marzo. Il brano, costruito come una ballad jazz, evita il ritratto celebrativo e si concentra piuttosto sulla dimensione artistica e sulla fragilità creativa della cantante britannica.
Molto riuscito anche Longing To Be Free, dedicato a Peggy Seeger, che recupera la tradizione della canzone politica, così come I Can Hear Jesus Weeping per Tracy Chapman, che introduce un registro più apertamente sociale. Sweet Mama Raitt e Let Only Love Remain mostrano invece il lato più musicale e strutturato del progetto, mentre The Dignity of Love, che chiude l’album, assume quasi il ruolo di suite conclusiva.
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la presentazione è la scelta di non lavorare sull’imitazione stilistica delle artiste omaggiate. Sarah Jane Morris evita il tributo calligrafico e preferisce utilizzare ciascun brano come punto di partenza per sviluppare una scrittura autonoma. È questa probabilmente la qualità che distingue The Sisterhood da molti progetti celebrativi.
La voce di Sarah resta il centro del lavoro: teatrale, potente, ancora capace di grande controllo dinamico, ma soprattutto funzionale alla narrazione. Non interpreta personaggi, costruisce ritratti.
Il disco arriverà anche dal vivo in Italia con tre date: il 23 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’8 e 9 maggio al Blue Note Milano e il 22 maggio a Pesaro,  al Teatro Sperimentale.
A oltre quarant’anni di carriera, Sarah Jane Morris conferma con questo lavoro una traiettoria coerente e personale. The Sisterhood 2 non è un’operazione nostalgica, ma un disco che usa la memoria per produrre nuovo repertorio. Ed è questo, in fondo, il suo elemento più convincente.